Toscana
Palazzo ex Bankitalia qualcosa si muove
Dal Decreto sicurezza un milione di euro per il progetto
per trasformare il maxi edificio nella nuova questura
MASSA. Si muove qualcosa sulle sorti del palazzone ex sede di Bankitalia. E l’obiettivo dell’amministrazione di ri-utilizzarlo e per trasferirvi la questura di Massa Carrara è un poco più vicino. Inaugurato nel 1968, con la forma cilindrica a simboleggiare monete impilate, il palazzo della Banca d’Italia è oggi vuoto e in stato di abbandono, più volte occupato da chi necessitava di una casa e simbolo, suo malgrado, del degrado di piazza Garibaldi.
La sera scorsa il sindaco Francesco Persiani, durante le sue comunicazioni all’inizio del consiglio comunale, ha informato i cittadini che l’iter per l’acquisizione dell’immobile da parte dello Stato italiano sta andando avanti; le pec scambiate con il ministero competente e con gli uffici del Demanio confermano che il progetto della nuova questura apuana è rientrato nel decreto sicurezza bis e «che l’accelerazione fortemente voluta dall’ex ministro Salvini» ha portato a stanziare la cifra di un milione di euro per avviare il progetto dei lavori sullo stabile. «E un primo passo – dice il sindaco – di cui siamo orgogliosi. Il Comune sta seguendo l’iter che, non ci nascondiamo, sarà ancora lungo e soprattutto molto costoso, ma la costanza del questore Giuseppe Ferrari e i buoni rapporti con il capo della Polizia ci fanno ben sperare. La Banca d’Italia ha detto che è disponibile alla vendita dell’immobile e una volta avvenuto il passaggio si potrà passare alla sua ristrutturazione, per poi permettere il trasferimento della questura e dei suoi uffici».
Tecnicamente il Demanio acquisterà l’immobile di piazza Garibaldi attraverso l’Inail. La Banca d’Italia, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe chiesto 3,5 milioni di euro per disfarsi definitivamente dell’immobile. Una cifra che pare “ragionevole” se si pensa che nel 2012 lo stabile andò all’asta per 12 milioni di euro e che negli anni successivi, nonostante il prezzo calasse tutti gli incanti andarono deserti.
L’edificio, a forma di parallelepipedo, articolato su 4 piani fuori terra ed un livello interrato; e un secondo fabbricato, a forma cilindrica, di 8 piani, ha una superficie complessiva di circa 6.751 metri quadrati ed è articolato in 42 unità, di cui una ha ancora destinazione d’uso “istituto di credito”; 20 con destinazione d’uso “abitazioni di tipo civile” e altre 20 adibite a magazzino. Una volta acquisito l’immobile, la sua ristrutturazione, sempre secondo alcuni conti fatti dai tecnici, non costerà meno di 10 milioni di euro. Forse anche 15. L’immobile non è nelle migliori condizioni infatti: scheletro vuoto dal 2008, anno in cui la Banca d’Italia lasciò il territorio massese, occupato una prima volta nel 2013, da parte di famiglie senza casa e un’altra volta nel 2016. Ci furono sgomberi da parte della Polizia e danneggiamenti interni negli appartamenti. Lunga la discussione in Consiglio comunale lunedì sera. Soddisfatto il capogruppo di Fratelli d’Italia Alessandro Amorese: «Trasferire la questura nell’ex palazzo della Banca d’Italia- dichiara- darebbe più lustro alla nostra Polizia, la renderebbe più efficiente, garantirebbe più sicurezza alla popolazione, e poi toglierebbe una delle nostre piazze principali, piazza Garibaldi, dal degrado, dalla presenza di piccoli spacciatori e dall’isolamento che non si merita». —
Manuela D’Angelo
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
