Il dolore
Il Regolamento urbanistico di Massa è legge. Persiani: risultato storico per la città
«Il vecchio Prg era del 1980, diamo finalmente certezze a cittadini e imprese e un volano per lo sviluppo»
MASSA. «Ce l'abbiamo fatta». Così il sindaco Francesco Persiani saluta la pubblicazione sul Burt, Bollettino ufficiale della Regione, del Regolamento Urbanistico. Pubblicazione che rende efficace, cioè “norma” il Regolamento urbanistico approvato dal consiglio comunale nel luglio scorso. Un passaggio a suo modo storico, che segna il completamento di un percorso lunghissimo e complesso e dà, finalmente, certezze sul come e sul cosa si può costruire in città.
Il primo cittadino non a caso parla di «una tappa storica» e sottolinea che «dopo 40 anni, finalmente, Massa ha uno strumento urbanistico nuovo».Per questo ringrazia gli uffici e tutti «coloro che si sono adoperati per procedere speditamente per l'approvazione: il consiglio comunale, la maggioranza che ha condiviso l'idea dell'amministrazione» per il risultato raggiunto. Poi, visto che l’elaborazione del Ru è gran parte stata fatta dalla precedente amministrazione aggiunge: ni: «Ovviamente ci sono anche parti più in ombra, noi questo Regolamento lo abbiamo ereditato quasi tutto impacchettato».
Il Regolamento urbanistico di Massa dà piena attuazione al Piano strutturale che va così a sostituire il precedente Piano regolatore generale che risaliva nientemeno che al 1980, e in trentanove anni di cose, ma soprattutto di norme, ne sono cambiate. A spiegarlo è Venicio Ticciati, dirigente del settore pianificazione del territorio (che con il sindaco, il segretario generale Federico Cuccolini e l'architetto Lorenzo Tonarelli ha partecipato alla conferenza stampa di annuncio): «È un piano regolatore che ha subito una lunga gestazione e un'infinità di varianti e variantine. Per la sua struttura non aveva le caratteristiche e i concetti dell'urbanistica moderna, principalmente nel bene, ma anche nel male. La città era bloccata da clausole di salvaguardia e regole vecchie».
«È uno strumento urbanistico – continua il sindaco Persiani - ereditato. Già impacchettato. Ma è un punto di partenza e di svolta, che molti cittadini, professionisti e categorie aspettavano da tempo. Questo servirà per sbloccare diverse situazioni che altrimenti restavano un po' impantanate perché lo strumento normativo vigente limitava la possibilità di espansione compatibile e anche sostenibile sotto la tutela dell'ambiente. Con il Regolamento urbanistico verrà inoltre consentito lo sviluppo economico, sociale e produttivo del territorio».
Non è finita, però. Il Regolamento “copre” quattro quinti del territorio comunale, lasciando fuori alcune zone particolarmente “calde” dal punto di vista urbanistico. Come il comparto Ronchi Poveromo e alcuni degli ex Aru (aree di rilevanza urbanistica). Di fronte alle prescrizioni della Regione, alle questioni connesse al rischio idrogeologico (per Ronchi Poveromo), l’amministrazione ha deciso di “stralciarle”. Ci sarà dunque un’altra fase di ripubblicazione, presentazione ed esame di osservazioni e approvazione. 39 anni sono passati. Un anno in più non può certo fare la differenza.—
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