Toscana
Turismo nelle ex colonie ma il 25% sarà residenziale
Le nuove norme consentiranno anche ampliamenti fino al 50% degli alberghi Stralciato il comparto di Poveromo e con esso il progetto Riva dei Ronchi
massa. Lo attendevano in tanti, da anni. Ora c’è, il Regolamento urbanistico che restituisce certezze ai cittadini che vogliono ampliare la casetta come agli immobiliaristi in cerca di business del cemento, o agli operatori turistici che cercano di migliorare le loro strutture. Tra quelle certezze, ci sono le “norme” che riguardano il comparto delle ex colonie marine, dalla ex Motta,alla Torre Fiat, alla “Torino”.. La soluzione è quella, annunciata e approvata dal consiglio comunale nella “storica” seduta di fine luglio che ha “varato” il Regolamento, del 25%. Ossia: via libera al recupero e riqualificazione degli edifici esistenti, che avranno destinazione “turistico-ricettiva” (dovranno cioè servire per i turisti) e delle aree verdi circostanti. L’imprenditore, però, potrà destinare fino a un massimo del 25% delle volumetrie in “residenziale”, commerciale o direzionale. Potrà, cioè, trasformare un quarto della superficie utile lorda in appartamenti privati, negozi, studi. Una specie di incentivo a investire sulle colonie a cui il Comune chiede come “corrispettivo”, secondo il principio della perequazione, la realizzazione di opere di miglioramento del lungomare della Partaccia come piste ciclabili, marciapiedi, aree verdi. «Crediamo che, concedendo una quota al residenziale, le ex colonie diventino più appetibili per gli investitori. E, nello stesso tempo, si punta a non stravolgere l’esistente e a riqualificare l’intera zona», si augura il sindaco Francesco Persiani. Le stime sono di realizzare strutture per 400 e più posti letto.
Più certezze anche gli alberghi che già ci sono. I titolari di immobili a destinazione alberghiera possono da oggi richiedere, infatti, un ampliamento delle loro strutture fino al 50%. Ma è adesso consentito anche fare il contrario trasformare la pensione in una abitazione privata: il cambio di destinazione, da alberghiero a residenziale, è però consentito soltanto per hotel con meno di 30 posti letto e 15 camere.
Il Regolamento urbanistico, tuttavia, non vale per il comparto Ronchi-Poveromo – o almeno per gran parte di esso, che è stato sostanzialmente stralciato e su cui dovrà esserci una successiva approvazione. In quella zona si trovano molte strutture alberghiere, alcune delle quali abbandonate da anni e quindi particolarmente interessate all’eventualità di un progetto di recupero o al cambio di destinazione. E dentro quel comparto c’è anche l’area Riva dei Ronchi, dove doveva sorgere un maxi comparto alberghiero finito al centro di un pluridecennale contenzioso tra Comune e proprietà. Su Ronchi-Poveromo va però precisato che il tratto compreso tra via Verdi e il viale a mare è disciplinato dal Regolamento urbanistico appena divenuto legge. Lì, dunque sono già consentiti interventi anche sugli alberghi. —C.F.
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