Il dolore
Omicidi, intrighi e storie torbide: il giallo secondo Adriana Mazzini
Successo per “La notte allo specchio”, romanzo d’esordio della scrittrice fivizzanese, scritto nel nome della madre
il libro
Sta riscuotendo grande successo il primo romanzo scritto dalla fivizzanese Adriana ( Marina) Mazzini. Si intitola “La notte allo specchio” ed è edito da HarperCollins Italia. Un romanzo che rapisce il lettore nel ritmo incalzante di una sinfonia di omicidi inspiegabili.
Cosa collega l’uccisione di un’adolescente alla morte di personaggi dell’alta società torinese? Una ex agente americana dal passato torbido e un commissario disilluso si ritrovano a lavorare insieme a un’indagine che parte dal Campus Onu di Torino. Un gioco di specchi nei quali si riflette la vita di personaggi tormentati da passioni e ricordi. Un giallo che scava nella contrapposizione tra il bene e il male, indagando gli abissi della natura umana in un gioco di doppi, dove il dolore e i traumi si declinano in modo contrapposto. Sullo sfondo un’estate torrida, al centro una Torino misteriosa caratterizzata da giochi di potere e passioni portate agli estremi e una società consumata dalla corruzione e dalla lotta per la sopravvivenza.
“La notte allo specchio” si inserisce in un filone che richiama Patricia Cornwell e Kathy Reichs. La cinquantenne fivizzanese, lavora in un’organizzazione internazionale. «Le radici del romanzo, sono un viaggio negli abissi e nella crudeltà – descrive Marina- la storia di persone intrappolate nella loro solitudine e nel senso di un destino ineluttabile. Sono doppi che si dividono nel momento in cui scelgono. Il dolore fisico e morale è una costante della condizione umana, ci guardiamo senza sentirci e viviamo nella continua costruzione di un nemico che giustifichi il fatto di perdere. Questo giallo è un labirinto e solo alcuni dei personaggi troveranno una via d’uscita» Sulla scelta di pubblicare sotto pseudonimo commenta: «Adriana è il nome di mia madre, ha scritto per tutta la sua vita e quando è mancata i suoi manoscritti sono spariti con lei: questa è l’eredità che mi ha lasciato. C’è anche un’altra ragione: la scrittura per me deve rimanere una dimensione separata. Penso che il romanzo viva con i lettori, che diventi una loro esperienza. Questo è il vero viaggio della scrittura L’autore è un elemento accessorio che scompare nel momento in cui si inizia a leggere la prima pagina». Presto la presentazione del libro avverrà a Fivizzano. —
Marco Landini
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