Sicurezza
«Autobus, l’orario invernale non è a misura di studente»
La richiesta fatta è quella di rimodulare le tabelle per evitare che gli alunni entrino in ritardo a scuola Critiche alla privatizzazione
massa. L’orario invernale dei bus penalizza gli studenti. A farlo notare sono i giovani di Rifondazione comunista: «Con il nuovo capolinea - scrivono - si allungano i tempi di spostamento e la linea 61, che porta dal centro al complesso scolastico più numeroso in via Marina Vecchia, arriva alla fermata della scuola alle 8, senza considerare i possibili minuti di ritardo per il traffico. Minuti che costringono le studentesse e gli studenti ad arrivare in ritardo. Crediamo che come ci siamo accorti noi dell’incongruenza della programmazione, se ne sarebbe potuto accorgere anche chi ha studiato come organizzare il nuovo capolinea. Eppure la soluzione non è difficile, basta - suggeriscono i giovani di Rifondazione - riportare le tempistiche dello scorso anno in modo che l'autobus parta da via Europa alle ore 7.45 e non alle 7.55. Chiaro che questo vorrebbe dire una partenza anticipata dal capolinea della stazione, non alle 7.50 ma alle 7.40 almeno».
Eppure - sottolineano i giovani comunisti - l’utilizzo del mezzo pubblico «rappresenta anche un nuovo modello di vivere la città. Crediamo infatti che un trasporto pubblico efficiente possa dare un’impronta ecologica alla città riducendo l’inquinamento da smog e rumore e lo spreco di carburante, migliorando la qualità della vita. Inutile farsi paladini dell'ambiente se non si pensa a cambiamenti sostanziali. Come giovani comunisti - proseguono - non crediamo che il trasporto pubblico sia compatibile con la sua privatizzazione, come invece è attualmente. La privatizzazione, a nostro parere, è la causa sia dei disservizi registrati in questi anni, sia della continua riduzione dell'impiego di personale diretto. Noi interpretiamo il trasporto pubblico su gomma e su rotaia come elemento strategico del benessere sociale e non come strumento per il profitto. Chiediamo che si parta da una rimodulazione dell'orario per gli studenti e le studentesse in modo che possa essere garantito loro il diritto allo studio riconosciuto dalla costituzione. Continueremo poi a segnalare i disservizi nelle periferie, montagna in testa, e ad evidenziare come scelte populiste possano creare disagi a cittadini e cittadine, ambiente e qualità del lavoro degli autisti». —
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