Gioco
Palestra a norma per gli alunni il mattino, ma fuori norma per gli atleti il pomeriggio
Gli impianti delle superiori non assegnabili alle associazioni. Neanche il Pallone. La Provincia: i requisiti non sono gli stessi
MASSA. Massa è Informa. Peccato però che lo sia un solo giorno all’anno. Perché se lo sport domenica 6 ottobre è il protagonista e “invade” il centro storico, prendendosi tutto lo spazio di cui ha bisogno, di solito per conquistarselo un po’ di spazio fa davvero fatica.
Se ti piace nuotare, beh devi mettere in conto che la piscina, ormai vecchiotta, non se la passa troppo bene, se preferisci corsa e salti ad ostacoli, devi prepararti ad un camposcuola che di decenni sulle spalle ne ha parecchi. Vero che il palazzetto - dopo 13 anni di attesa - adesso c’è, altrettanto vero, però, che l’omologazione ancora manca. Le più sfortunate però sono loro, le palestre. A volte troppo piccole, a volte senza docce. A volte con le docce rotte e l’associazione sportiva costretta, come è accaduto nella palestra della Staffetti, a rimetterle a nuovo per evitare l’effetto “sudore gelato” alle atlete. A volte spogliatoi e bagni ci sono, ma murati. Proprio così: murati. Inaccessibili. Alla palestra del liceo Rossi mattoni e calcina impediscono l’utilizzo delle vecchissime docce e toilette. Il mattino gli studenti utilizzano i bagni della scuola, ma il pomeriggio se ti stai allenando e la natura chiama, beh tocca uscire e chiedere agli atleti della pugilistica massese, che si allena nel seminterrato del liceo, di poter usare il bagno. Lavarti è impensabile: giubbino, sciarpa e cappello, te la vai a fare casa la doccia calda. E a completare il quadro c’è pure “lo strano caso” della palestre delle scuole superiori: strano caso perché in quelle palestre i ragazzi possono entrare il mattino, con l’insegnante di educazione fisica, ma il pomeriggio, con il mister dell’associazione sportiva, non possono mettere piede. Certificata il mattino, non certificata il pomeriggio.
«La legge - spiega la Provincia - prevede norme e certificazioni diverse per l’utilizzo degli impianti durante l’orario scolastico o al di fuori di quell’orario». Risultato: le associazioni non hanno a disposizione palestre che la mattina vengono usate regolarmente. Nel nuovo “pallone” in via Galilei - per esemplificare - gli studenti del liceo Fermi frequentano l’ora di educazione fisica, ma il pomeriggio in quello stesso pallone, per questioni burocratiche di certificazioni, non mette piede un atleta. Stessa identica cosa nella palestra del Pascoli e pure in quella recentemente rinnovata del Toniolo che la Provincia, però, si impegna ad assegnare a breve. Così agli atleti tocca accontentarsi - e dividersi - quel che rimane. Vale a dire le palestre comunali, quelle delle scuole medie: Malaspina, Bertagnini, don Milani, Staffetti. Paolo Ferrari. Senza dimenticare che l’assegnazione degli spazi da parte del Comune ancora non è stata fatta perchè se l’anno “accademico” delle associazioni è iniziato, con corsi e iscrizioni, il bando per l’assegnazione della palestre ancora non c’è. Di associazioni, invece, ce ne sono tante e tanti sono gli atleti.
Le 100 iscritte alla Scuola Pallavolo Robur Massa, dal mini volley alla serie D, si allenano alla Staffetti: «La palestra - spiega Mirko Marchi, dirigente della associazione - non è omologabile per i campionati perché non ha le necessarie dimensioni. Viene omologata in deroga soltanto per i campionati giovanili, ma non è consentito l’accesso al pubblico». I genitori sbirciano, ma non possono entrare. Conta 100 atleti anche la Pallacanestro Massa: tre gruppi di minibasket, 2 junior, 2 senior. «I piccoli del minibasket - spiega il presidente Francesco Canciello - si allenano alla Paolo Ferrari, gli altri alla Bertagnini». Ma la Bertagnini è utilizzata da molte associazioni e alcuni gruppi di basket, per ora, devono accontentarsi di un solo allenamento a settimana. Con le palestre delle superiori che il pomeriggio rimangono vuote. —
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