Sicurezza
Nonna Alfreda e quella pistola nella borsetta
CARRARA. Alfreda Boni in Vannucci giunge al giro di boa dei 100 anni. Nata l’otto ottobre del 1919 ad Avenza, dopo una vita dedicata interamente alla famiglia, Alfreda si è anche rivelata una interessante fonte di informazioni per la storia di Avenza.
Il figlio Paolo, ex insegnante ed appassionato di storia, ha cercato di riordinare i ricordi della madre, a volte sbiaditi data la distanza temporale dei fatti.
Riemergono così i ricordi dell'ultima guerra: la fame, soprattutto (il sogno di poter finalmente mangiarsi una intera forma di pane); i bombardamenti alleati e le incursioni del caccia "Pippo" che scendeva spesso a mitragliare le truppe tedesche e fasciste; le esibizioni di "Zozimo" (personaggio di incerta provenienza che indossava un berretto da generale della Wehrmacht, ma senza divisa e senza scarpe); la strage del ponte sul Carrione ad Avenza, l'arrivo dei primi thanks americani in Piazza G. Menconi (Avenza) ed il crollo dello stesso ponte minato dai Tedeschi in fuga, salutato dalle grida degli Avenzini ('l pont, 'l pont...).
Soprattutto però, sottolinea il figlio, un ricordo indistinto ma preciso, che avrebbe potuto meglio definire gli ultimi tentativi di ribellione all'avanzata funesta del fascismo ad Avenza.
Alfreda - scrive il figlio Paolo Vannucci - ricorda che qualcuno, in circostanze non precisate, le mise una pistola nella borsetta, dicendo agli altri in dialetto avenzino: "tant a l'è una fantina e i'n la mirn"; considerati il termine (fantina) e le circostanze storiche, l'Alfreda doveva avere 6-7 anni, quindi la data sarebbe 1925-26, immediatamente prima o agli inizi della dittatura fascista. Purtroppo di questo fatto, raccontato solo pochi anni fa, Alfreda non ricorda altro, e così Avenza perde un pezzettino della sua storia.
E conclude: «Buon compleanno Alfreda!». —
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