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Oli vegetali, la raccolta ferma da mesi. Asmiu firma una nuova convenzione

Libero Red Dolce
Oli vegetali, la raccolta ferma da mesi. Asmiu firma una nuova convenzione

I bidoni neri erano diventati punti di raccolta per rifiuti di ogni tipo. Porzano: «Non ritiravano più e non ci pagavano»

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MASSA. Questa è la triste storia di un bidone nero destinato a grandi cose. Se sapesse parlare lui ve la racconterebbe così: «Mi hanno messo qui, tra il parco dei Ciliegi e il tribunale, con un incarico importante: raccogliere gli oli vegetali. Sapete, quelli che usate per cucinare, per friggere. Vi dico, l’olio alimentare non è un rifiuto come gli altri: possono essere rigenerati e creare nuovo valore senza inquinare. Eppure mi hanno abbandonato qui, nessuno viene a raccogliere i miei oli e la gente a poco a poco ha smesso di lasciarli. Ora mi riempiono di ogni cosa: cartacce, bottiglie di vetro, plastica, cacche di cani». Il bidone però non sa parlare e così per mesi nessuno ha raccolto la sua invocazione ed è rimasto lì. La novità è che Asmiu annuncia che l’antica convenzione con la ditta per la raccolta degli oli è stata stralciata, per inadempienze contrattuali e adesso si dovrebbe aprire una nuova era.

Nessuno darà una nuova occasione all’abbacchiato bidone nero e ai suoi 119 compagni. Li aveva distribuiti per la città la ditta Apua Bio Solar che aveva trovato l’accordo con il Comune. L’azienda s’impegnava a recuperare gli oli raccolti nei bidoni, servizio che risultava essere gravoso visti i problemi di personale di Asmiu, e il rifiuto restava a loro gratuitamente. «Quel contratto lo abbiamo impugnato e non è più in essere», conferma l’amministratore di Asmiu Lorenzo Porzano. I motivi sono legati alla gestione del servizio da parte di Apua Bio Solar. «I bidoni sono rimasti lì a lungo, non c’era raccolta e gli oli sono rimasti a marcire. Cosa che peraltro comporta un costo per noi che dovremo smaltirli ora che non sono più riciclabili».

Non si tratta della fine della raccolta degli olii vegetali. «Abbiamo indetto un nuovo bando e a giorni dovremmo chiudere con un’impresa modenese, la Sapi Spa. E stavolta abbiamo ottenuto un contratto migliore, che almeno ci darà delle risorse», annuncia Porzano. I termini, per quel che riferisce l’amministratore, sono diversi dalla precedente convenzione. Sapi s’impegna a installare delle nuove postazioni, stavolta con bidoni bianchi e si occuperà lei stessa della raccolta. Per ogni chilo di olio vegetale raccolto l’azienda corrisponderà 15 centesimi al Comune. Un piccolo guadagno in più, anche se di certo l’azienda non ci rimetterà. E per il Ministero della Sanità il consumo pro capite medio in Italia di oli alimentari è di 25 chili l’anno. Gli abitanti di Massa dovrebbero produrne 170mila chili l’anno.

I nuovi bidoni, che saranno bianchi, hanno cominciato già a comparire qua e là. «Dobbiamo occuparci come Asmiu di rimuoverli e quindi quando ce ne viene segnalato uno lo rimuoviamo. Siamo a metà dell’opera. Sessanta nuovi raccoglitori sono in posizione, ne mancano altrettanti», spiega Porzano.

E c’è anche un’altra novità, che riguarda i vestiti usati. «Sempre più spesso si possono vedere mucchi di abiti logori tirati lasciti di fronte ai punti di raccolta perché qualcuno è andato a frugare. Raccoglierli è compito di Asmiu, uno sforzo in più. Così abbiamo deciso di siglare una convenzione con la ditta M.i.t. Recuperi, con sede a Besenzone, che ci darà 5 centesimi per ogni chilo di abiti raccolto. Sono piccole risorse e risparmi che vogliamo utilizzare poi per l’aggiornamento costante del personale». —

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