Il Tirreno

la decisione 

I No Costa si arrendono Niente cortei di protesta

Gianluca Uberti
I No Costa si arrendono Niente cortei di protesta

Il leader Moretti: «Non è servito a nulla manifestare così tanto: ci hanno raggirati» «Ora il Comune deve fare la sua parte per verificare la salubrità della ditta»

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I No Costa non torneranno a protestare per strada, passeggiando su e giù per le strisce pedonali come pochi anni fa. A dirlo chiaramente è il leader storico Walter Moretti, sempre in prima linea, col suo fedele megafono, nelle manifestazioni di piazza contro la ditta Costa, che videro centinaia di persone di Albiano Magra manifestare a seguito dei roghi che colpirono l'azienda di lavorazione dei rifiuti. Moretti aveva paventato la possibilità di un ritorno sulle barricate due giorni fa su Il Tirreno, ma ci ha ripensato riflettendo, amaramente, su quanto ottenuto: «Non è servito a nulla manifestare così tanto, alla fine ci hanno preso in giro».

Ma come pensano di comportarsi i No Costa nel caso in cui il Comune di Aulla non impugni l'Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) rilasciata dalla Regione Toscana a favore alla ditta Costa, che dovrebbe consentire a questa di restare al suo posto per altri 12 anni e di lavorare 140mila tonnellate annue di rifiuti, più 2mila tonnellate di rifiuti pericolosi? «Ora la palla è in mano al sindaco Roberto Valettini e al suo vice Roberto Cipriani, sono loro – spiega Moretti – che si sono assunti l’impegno di fare qualcosa, forse non comprendendo quanto è pericoloso il documento, la cosiddetta Valutazione Effetti Ambientali (Vea), che il dirigente comunale Bacci ha inviato in Regione e che ha fatto sì che questa concedesse l’Aia. Perché le aziende insalubri, e la ditta Costa la è, possono restare nei centri abitati solo se dimostrano di non essere nocive per la salute dei residenti. La ditta Costa, per ora, non mi risulta che lo abbia fatto, quindi stamani (ieri n.d.a.) abbiamo inviato una Pec al sindaco e al responsabile settore autorizzazioni rifiuti della Regione Toscana, ingegner Edo Bernini, una PEC contenente la diffida a bloccare immediatamente l’attività della ditta Costa, in virtù del fatto che manca la certezza che non noccia alla salute dei cittadini», conclude il leader No Costa.

Quindi, in mancanza di un ritorno per strada dei No Costa, a sollevarsi nelle sedi istituzionali sono le opposizioni consiliari unite che, con i loro 5 consiglieri comunali, Maria Grazia Lombardi, Monja Brunelli, Filippo Coppelli, Silvia Magnani e Arturo Andrea Demetrio, hanno chiesto la convocazione di un consiglio comunale straordinario sul delicatissimo tema.

A dirsi subito favorevole a un consiglio comunale straordinario ad hoc, auspicando che ne esca una mozione unitaria, è già stato il sindaco di Aulla, Roberto Valettini, quindi pare che almeno su questo non manchi l'intesa fra maggioranza e opposizioni consiliari.

A promettere battaglia, però, è la ex sindaca Silvia Magnani: «In consiglio comunale Valettini e Cipriani dovranno rispondere ai cittadini sulle motivazioni che li hanno portati a consentire un abnorme aumento delle quantità trattate nello stabilimento di Albiano, ben sapendo che presso la Procura sono stati depositati esposti circostanziati relativi allo stabilimento, ai suoi capannoni, alla sua insistenza in una zona di rispetto dei pozzi di acqua potabile, senza dimenticare gli incendi che hanno interessato la Costa e che hanno creato allarme sociale e ambientale». —

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