Gioco
Ztl, le associazioni si spaccano sulla riapertura della mattina
Arpagaus (Confesercenti): la crisi non dipende dalla chiusura. Ripensiamo il centro Ma Pieretti (Confcommercio): prima riapriamo, poi pensiamo ad altre soluzioni
Di certo c’è che il settore commerciale soffre. Dovunque, ma da queste parti più che altrove. Altrettanto certo è che l’amministrazione - parola del sindaco Francesco Persiani - si è messa al lavoro e sta studiando lo sviluppo commerciale dell’intera città, ma una decisione sulla ztl ancora non l’ha preso. E altra certezza è che le associazioni di categoria una posizione univoca non ce l’hanno perché se Confcommercio la riapertura della ztl il mattino chiede di attivarla al più presto per correre in aiuto a chi, altrimenti, rischia di abbassare le serrande, Confesercenti è su ben altre posizioni. Certa che la risposta non siano le auto che tornano a transitare dove adesso sono vietate, ma un «nuovo paradigma del commercio e del centro storico». Posizion distanti e il Ccn (centro commerciale naturale) che chiede, invece, di spostare l’attenzione dalla zona a traffico limitato ad un altro tema che con la ztl è legato doppio filo: quello dei parcheggi (leggi box accanto).
Paolo Arpagaus, titolare dell’omonima pasticceria in via Dante e presidente di Confcommercio, è certo che un centro storico senza auto sia una risorsa: «Il Piuss, il progetto che ha previsto il recupero e la pedonalizzazione delle piazze centrali - Arpagaus lo sottolinea con forza - ci ha riconsegnato una parte di città dimenticata. Prima di quei progetti un centro storico non esisteva, in piazza Mercurio c’era il nulla. Purtroppo la crisi economica è coincisa proprio con la chiusura, ma non è quella chiusura la causa determinante delle difficoltà. Il problema è che è mancato un marketing territoriale», un progetto che al cuore della città desse identità. «Come Confesercenti abbiamo fatto diverse proposte, proposte di visione. Non bastano - esplicita Arpagaus - singoli eventi. Dobbiamo ripensare la città».
Partendo da giorni e orari di apertura. Ma non della ztl, piuttosto di uffici e negozi:«Il mondo è andato avanti, adesso sono i corrieri a portarti direttamente in salotto quello che compri on line, figuriamoci se la risposta alla crisi può essere nel passaggio delle auto sotto i negozi. Piuttosto cambiamo la fruizione del centro, apriamo quando serve al cliente». Un esempio? «Gli uffici il sabato, i negozi dalla prima domenica di ottobre». Apertura “dilatate” e - aggiunge Arpagaus - una visione: «Vogliamo il mangificio del week end - sintetizza - o abbiamo un’alternativa?». Tessere di un complesso puzzle.
Giuseppe Pieretti, presidente di Confcommercio e titolare dell’enoteca Pane e Pomodoro in via Dante, scatta la fotografia: serrande abbassate, un centinaio di fondi sfitti sui 200 presenti in centro storico, pochissima gente a passeggio. Guarda quell’immagine e propone soluzioni ben diverse da quelle di Arpagasu, convinto che la riapertura mattutina delle strade serva eccome: «Io dare la possibilità di riaprire, prenderei in seria considerazione l’ipotesi di rimodulare gli orari. Si parla di incentivi per occupare fondi sfitti, ben vengano, ma la riapertura è il primo passo. È vero che il commercio va male in tutta Italia, ma al malato non possiamo negare la medicine temendo gli effetti collaterali. Io credo che sia necessario ascoltare il grido dei commercianti. Prima si riapra, poi si valutino altre soluzioni». Riapertura e progetti: «Il comune - conclude Pieretti - ha la possibilità di cambiare il centro. Lo faccia con una programmazione a lungo raggio, di 4 o 5 anni, valorizzando gli spazi museali del Ducale e del castello. Altrimenti perché qualcuno dovrebbe investire dove non c’è futuro». —
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