Il Tirreno

vini e formaggi: parlano i produttori 

Quando l’eccellenza è apuana

D.M.

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MASSA. I prodotti a Km 0 stanno riscuotendo successo a livello locale, nazionale ed internazionale. Si tratta di brand veri e propri come quello dei vini. Andrea Verzanini del Consorzio di Tutela dei Vini Candia dei Colli Apuani parla del successo del marchio DOC: «Abbiamo due linee di successo, il bianco (Vermentino in purezza, il Secco e l’Amabile) e il rosso (Vermentino nero in purezza, il rosso di Sangiovese e Merlot e il Barsaglina o Massaretta). La nostra è una lavorazione denominata “estrema” o “eroica”, per la particolarità di non utilizzare alcun macchinario agricolo. I nostri vigneti sono terrazzati e lavoriamo con carrucole. Il consorzio raggruppa 24 aziende e negli ultimi tempi, grazie ai social e alla partecipazione alle fiere di settore come il Vinitaly, serviamo oltre gran parte della ristorazione locale, anche la Germania, il Giappone o il Brasile. A breve verremo premiati in Valle D’Aosta ai mondiali di “vino estremo”, portando a casa 8 medaglie di cui 2 d’oro». Successo internazionale anche per i testaroli, altro prodotto tipico lunigianese. Fabrizio Botta da Pontremoli, titolare di Testarolando, sottolinea l’importanza della filiera corta: «Produciamo il grano, ma lavoriamo anche il legno con cui vengono cotti. Il testarolo un prodotto portato all’estero dai lunigianesi, come quello che ha aperto un ristorante a Formentera, ma locali dedicati al prodotto lunigianese sono presenti anche a Parigi e New York. Noi produciamo 3 tipi di testarolo, quello tradizionale fatto a metà con il nostro grano, quello 100% nostrano con grano antico 23 di Zeri e il testarolo con il farro della Garfagnana. Il mercato va bene, lavoriamo tutto l’anno».

Stefano Benassi invece gestisce il caseificio azienda Agricola Il Fornello. Alleva capre camosciate delle Alpi, la razza più adatta alla caseificazione:«Ci occupiamo della filiera completa, dalla mungitura alla trasformazione. Gli animali stanno 12 ore al pascolo a 1000 metri e sono munti due volte al giorno. Usiamo latte crudo, non pastorizzato e senza conservanti, solo sale, caglio e qualche fermento per tipologie particolari di formaggi. È un lavoro duro, non ci sono sabati, domeniche, Pasque o Natali, ma se uno si organizza, dà molte soddisfazioni. L’unica pecca è la mancanza di assistenza gratuita: per testare gli animali alle malattie ho dovuto provvedere personalmente, mentre in altre parti d’Italia questo servizio veterinario non è a carico dell’allevatore».

In una fiera degli animali non potevano mancare gli asinelli, a disposizione dei bambini per fare dei giri. Davide della Bona è vicepresidente dell’associazione “I Cavalieri delle Apuane” di Cerreto di Montignoso, allevamento che utilizza gli asini per rievocazioni storiche, passeggiate nelle Apuane e progetti didattici, specie per l’Estate Ragazzi: «Siamo in collegamento con altri allevamenti del nord Italia, siamo in contatto con il Palio dei Micci e collaboriamo molto con Raglio Forte di Fosdinovo. Ci pressa un po’ la burocrazia. A volte fai chilometri e per un cavillo torni indietro. Comunque abbiamo un calendario molto ricco di eventi». —D.M.

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