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Premio Pontremoli, la Cia ricorda con commozione Giuseppe Bazzà

R.S.
Il gruppo dei premiati
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Il gruppo dei premiati

Targa fedeltà alla memoria dell’imprenditore-innovatore tragicamente scomparso Premi anche a Filippo Mannini (Massa) e Francesca Quattroccolo (Mulazzo)

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PONTREMOLI. C’è stato un momento di grande commozione al “Premio Pontremoli”, il riconoscimento organizzato dalla Cia Toscana Nord, in collaborazione con Slow Food Toscana e con il patrocinio del Comune e della Strategia nazionale Aree interne della Presidenza del Consiglio dei ministri, e che si è svolto al Castello del Piagnaro. E’ stata infatti assegnata a Giuseppe Bazzà, imprenditore pontremolese scomparso alcuni mesi fa in seguito ad un tragico incidente sul suo trattore, una delle due Targa Fedeltà assegnata quest’anno dal Premio. Il motivo è perché Bazzà è stato il primo imprenditore commerciale con rivendita di macchine agricole della Lunigiana e la sua attività prosegue da 50 anni.

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«È stato un brillante innovatore in agricoltura e, al contempo, un custode della tradizione agricola lunigianese, realizzando un museo della civiltà contadina che raccoglie ed espone attrezzi e momenti di vita contadina del nostro territorio». Inoltre, la Cia Toscana Nord riconosce a Bazzà l’essersi prodigato in favore dei contadini apuo-lunigianesi, dispensando consigli e proponendo le soluzioni tecniche più adeguate alle necessità dell’impresa. A ritirare il premio, la figlia Alessandra.. Ma, fatta sparire la commozione, non si poteva poi che entrare nel vivo del premio che viene ogni anno assegnato a giovani imprenditori che svolgono il proprio lavoro in zone di particolare svantaggio o isolamento geografico e sociale. A ricevere questo prestigioso riconoscimento sono stati Anna Pirani di Borgo San Lorenzo (Fi), per la categoria Difesa della Biodiversità “Per aver apportato competenze e passione alla causa dell’agricoltura sostenibile”; Nicoletta Dicova di Chianni (Pi), per la categoria Agricoltura biologica “Per aver scelto la via non semplice della viticoltura naturale”; Filippo Mannini Antona di Massa per la categoria Eccellenze agroalimentari “tipico esempio di giovane ‘resistente’ con la sua azienda porta avanti l’antica e orgogliosa tradizione pastorale apuana”; Francesca Quattroccolo di Mulazzo per la categoria Imprenditoria femminile “la società agricola ‘Qhao’ rappresenta un esempio di coraggio e caparbietà. Tutta femminile”. Il Premio speciale ‘Educazione’ è stato assegnato a Paola Scarpellini (Pi); il Premio Cultura della Montagna a Maurizio Carucci, contadino e cantautore di Genova e il Premio Aree interne a Franca Giannecchini di Matanna (Lu). Per quanto concerne le targhe speciali, oltre quella andata a Bazzà la seconda è stata assegnata ad Andrea Bertoncini di Fosciandora (Lu).

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Ma la mattinata non è stata dedicata solo al sia pure importante fase della consegna delle premiazioni ed è stata aperta è stata aperta da una tavola rotonda che ha visto alcuni esperti in questo ambito confrontarsi sullo stato di salute di questa particolare forma di agricoltura che va a interessare le aree maggiormente svantaggiate, come quelle montane. Il tema scelto dalla Cia Toscana Nord per il 2019 è stato quello delle ‘Comunità solidali in aree montane’ e, con la moderazione del giornalista Luca Martinelli, ha visto confrontarsi Miguel Acebes; Maurizio Carucci; Gabriele Locatelli; Andrea Rossi; Giovanni Teneggi; Paola Scarpellini. Dopo i saluti istituzionali del sindaco Lucia Baracchini e del consigliere Patrizio Bertolini gli intervenuti hanno illustrato la propria esperienza, mettendo in evidenza sia le luci che le ombre, evidenziando così i punti di forza dell’agricoltura esercitata nelle aree svantaggiate. —

R.S.
 

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