Il Tirreno

la nuova associazione parte con otto imprese 

Ecco “Scaglia Bianca”: «Il marmo vale, basta sospetti sul mondo del lapideo»

Luca Barbieri
Ecco “Scaglia Bianca”: «Il marmo vale, basta sospetti sul mondo del lapideo»

I portavoce Paolo Mazzi e Edoardo Vernazza: «Puntiamo a raccontare meglio il settore, nel segno della trasparenza» 

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CARRARA. Comunicare di più e farlo meglio. Ma anche raccontare e raccontarsi, del progetto pronto a sbarcare all'estero di cui essere orgogliosi, ma anche delle difficoltà, per un «dialogo nuovo fra industria e cittadinanza». On-line, attraverso web e social, e off- line, con la realizzazione di iniziative e progetti mirati. È stata presenta nella giornata di ieri nella sala dei marmi dell’Accademia di Belle Arti di Carrara l'associazione “Scaglia Bianca”, «Alleanza del marmo per una nuova Carrara», come recita lo slogan del gruppo.

La nuova associazione.

Ci hanno pensato i giovani carraresi Paolo Mazzi (Furrer), 27 anni ancora da compiere, ed Edoardo Vernazza (San Colombano), 30 anni, a presentare, come portavoce, la neonata associazione di imprese del lapideo di Carrara. Due volti giovani, per una nuova generazione di imprenditori, perché – fanno notare – «l'età è importante, vogliamo parlare di presente, ma anche tanto del futuro di Carrara».

Il presente nel frattempo dice che, al momento, le aziende aderenti all'associazione sono otto: Alba Ventura, Errebi Marmi, Fb Cave, Ferdinando Vanelli, Furrer, Gemignani & Vanelli Marmi, Sa.Ge.Van. Marmi e San Colombano. Ma l'associazione è aperta anche a possibili nuove adesioni: «Sentivamo l'urgenza di voler partire il prima possibile», spiegano i due. Dai componenti alla scelta del nome, “Scaglia Bianca”: «Perché il marmo è al centro del progetto, a partire dal valore che può avere anche la sua parte più piccola. Il bianco invece perché è sinonimo di trasparenza». E dalla trasparenza arriviamo alla mission, alle parole-chiave di “Scaglia Bianca”. Trasparenza, ambiente, filiera, persone. «A Londra, per un progetto, – racconta Mazzi – ci hanno chiesto (come Furrer, ndc) un video che parlasse dell'iter completo della lavorazione: dall'estrazione fino alla consegna del lavoro, tutta la filiera. A Carrara ci siamo dimenticati l'aspetto della filiera dell'industria, la cultura del marmo».

E arriviamo al dunque. «Ci siamo accorti – riprendono i due – del difetto di comunicazione che abbiamo avuto come imprenditoria in questo senso. Forse sono mancati i tempi, i modi, per comunicare e far sapere alla cittadinanza cosa facciamo, quel nostro know-how che è conosciuto in tutto il mondo. Raccontare le cose belle, ma anche le difficoltà (tra cui spicca il nodo rappresentato dalle pietre artificiali)». «E quando non c'è dialogo, si crea sospetto», continuano. E veniamo così alla trasparenza che richiama proprio il bianco del nome.

Per questi motivi l'associazione partirà raccontando storie e attività sul sito ad hoc (come scriviamo a parte); alcune storie, una manciata, sono già disponibili on-line. Poi ci sono i canali social; la pagina Facebook dell'associazione, inizialmente, per far conoscere ancora di più storie e attività, ma soprattutto per aprire a spunti e a dibattiti con i vari utenti. «Facebook ci sembra lo spazio ideale come social per raccogliere suggerimenti e impressioni», aggiungono.

«I valori dell'alleanza sono pochi e semplici: la centralità della pietra naturale, l'orgoglio di lavorare in questa terra e la centralità della persona in tutti i vari ruoli del settore». E poi, ancora, «sostenibilità e rispetto per l’ambiente che possono e devono andare di pari passo con il lavoro e l’intrapresa economica»; ma anche i concetti di filiera ed economia circolare.

Le attività: progetti per i più giovani.

Questa la filosofia con cui nasce “Scaglia Bianca”. Il progetto è ancora embrionale, si strutturerà col tempo. Le idee non mancano e presto saranno “tradotte” nelle prime iniziative con un focus particolare proprio verso i più giovani. «Non vogliamo sostituirci a nessuno, ma dare una voce in più sul territorio: sarà uno dei progetti del mondo industriale – specificano ancora Mazzi e Vernazza alla domanda sulle possibili similitudini con la Fondazione marmo –. Saremo on-line, ma anche off-line. Stiamo studiando una serie di iniziative sul territorio, già previste. Fra queste ci sono dei progetti formativi (un esempio è quello degli stage) per i più giovani carraresi presso le aziende aderenti all'alleanza. Il settore del marmo ha bisogno di tante professionalità che non tutti conoscono per ogni processo della filiera. Ci sono molte opportunità», vanno avanti. «Che risposta ci aspettiamo? Speriamo in un riscontro positivo. L'idea, lo ripetiamo, è quella di andare a colmare il distacco con chi non conosce l'intero mondo del marmo», concludono i due giovani imprenditori carraresi. —

Luca Barbieri

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