Corporale, la mostra che racconta il “guscio”
Una serie di trenta forografie esposte in diverse sale Aperta fino al 30 ottobre, dal martedì fino al sabato
carrara. Basta salire una rampa di scale per trovarsi tra i saloni affrescati del primo piano di palazzo Del Medico, in piazza Alberica a Carrara, dove gli spazi di Vôtre questa volta diventano le sale in cui muoversi per «parlare del corpo, della sua raffigurazione, nel corso dell'era contemporanea».
Come? Attraverso oltre trenta fotografie, di varie dimensioni, che arrivano da una decina di fotografi di respiro internazionale che sono al centro della mostra “Corporale” – organizzata dall’Associazione culturale Vôtre in collaborazione con la Galleria Pack di Milano e con la Galleria Francesca Minini – a cura di Chiara Guidi. «Un progetto espositivo di fotografia internazionale sulla transitorietà del corpo dove la modificazione, la marginalità, la debolezza, l’imperfezione assumono nuovi valori umani ed estetici», sintetizzano i promotori dell'esposizione.
La mostra internazionale. Partiamo dal titolo che omaggia l'omonimo testo di Paolo Volponi (del 1974). «Tutto è più profondo e ricco di significati quando non si è al sicuro» è la frase del testo che fa da fil rouge lungo il quale si muovono gli artisti selezionati che sono: Jacopo Benassi, Edo Bertoglio, Lisetta Carmi, Mario Giacomelli, Andres Serrano, Masbedo (Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni), Olaf Erwin, Matteo Basilè e Nan Goldin. «È una fotografia che va oltre il singolo momento dello scatto. In questi casi il fotografo scava, convive, è a stretto contatto con l'ambiente e con i personaggi che ci racconta. Per questo riesce a cogliere momenti incredibili in cui dietro c'è una vita», ci spiega il gallerista carrarese Nicola Ricci (dell'associazione Vôtre). Si parte così nelle prime due sale con lo sguardo della “testa di mucca” del fotografo statunitense Andres Serrano che allo stesso tempo inaugura il “viaggio” nella raffigurazione corporale nella fotografia degli ultimi decenni e accompagna il visitatore al prossimo “step”. Nella seconda sala ecco Erwin Olaf, il corpo che “gioca” con i colori, con l'ambiente circostante. Il terzo spazio, più ampio, comincia con l'artista contemporaneo spezzino Benassi e con il suo «elogio della stessa imperfezione» che funziona da «elemento di rottura».
Una rottura che apre alle fotografie sulla New York degli anni ottanta, tra musica, graffiti e Jean Michel Basquiat di Bertoglio. Poi c'è la vita, in bianco e nero, negli ospizi degli anni cinquanta con le immagini dedicate a Cesare Pavese (“Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”, il titolo) di Mario Giacomelli e i volti anziani. “Corporale” continua con Lisetta Carmi (e il mondo della prostituzione nella Genova degli anni sessanta), Nan Goldin (artista, attivista del movimento Lgtb di cui racconta la quotidianità), passando per Basilè e per il rapporto corpo e natura della coppia Masbedo: una fotografia che immortala il corpo come una scultura neoclassica. «Il progetto della mostra è quello di domandarsi qual è stato il cambiamento negli ultimi 50-60 anni nel modo di raccontare il corpo. Chiedersi intanto se sono cambiate le presentazioni, le modalità, oppure no; e attraverso questi scatti capire se è cambiato qualcosa del contesto in cui ci muoviamo», ragiona Nicola Ricci.
Per visitare “Corporale”, iniziata il 5 settembre scorso, c'è tempo fino al 30 ottobre; gli orari sono i seguenti: dal martedì al sabato dalle ore 16 alle 19,30, a palazzo Del Medico (piazza Alberica 5). —
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