Gioco
Alla fiera di San Francesco l’allarme degli apicoltori: la vespa velutina ci uccide
L’insetto del sud est asiatico si nutre di api: produzione di miele ridotta fino al 50%. E agricoltori e allevatori chiedono aiuto alla politica e snellimento burocratico
La festa del patrono di Massa San Francesco il 4 ottobre non poteva essere celebrata meglio di così, con un tripudio di “tutte le creature” che il Santo tanto amava e l’esaltazione della Madre Terra e della Natura. Festa degli animali e degli agricoltori, ma anche occasione per raccontare i problemi delle aziende e degli apicoltori in primis, alle prese con la vespa velutina.
La Coldiretti, da tanti anni a questa parte, per l’occorrenza trasforma, infatti, la centralissima Piazza Matteotti in un vero e proprio villaggio di agricoltori e allevatori. Per la gioia soprattutto dei bambini che hanno l’opportunità di toccare con mano gli animali della fattoria, partecipare a laboratori come quello della semina, acquistare pesci rossi, criceti, pappagalli o canarini e soprattutto riuscire a capire, grazie alle numerose bancarelle di prodotti artigianali e a km 0, che forse esiste un’offerta di cibo diversa a cui attingere.
Un’occasione anche per gli amanti dei prodotti nostrani che ieri hanno potuto assaggiare e acquistare farine, formaggi, miele, vino, prodotti con materie prime di qualità e lavorazioni artigianale. Dietro ad ogni bancarella però, non c’è solo l’orgoglio di un prodotto creato con passione e tradizione, ma ci sono anche le problematiche che affliggono il settore agricolo (nonostante sia in crescita grazie ad una rinnovata mentalità del mangiar sano), come la troppa burocrazia, i cambiamenti climatici, la mancanza di incentivi statali.
Il settore più colpito sembra quello della produzione del miele. Andrea del Becaro, dell’azienda “Un chicco di miele”, miele apuano a km 0, registra un notevole calo di produzione in tutto il settore: «Abbiamo registrato un calo del 50% della produzione, un po’ a causa del clima e di un abbassamento delle temperature avute a maggio, ma ha la sua responsabilità la comparsa della “vespa velutina”, ormai una piaga da debellare. Originaria del sud-est asiatico, compare accidentalmente in Francia nel 2005 e da lì si è spostata in Spagna, Portogallo, Belgio e Italia. Il suo principale nutrimento sono le api, che cattura come cibo per le proprie larve. Le api non hanno difese, la vedono come un alieno e rimangono bloccate nelle arnie, ci stiamo lavorando con altre associazioni monitorandole per scoprire dove fanno i nidi. Per quanto riguarda la mia produzione, che a parte la quantità non registra problemi, ho scelto il nomadismo, parto da Marina di Massa arrivando fino all’Orto Botanico di Pian della Fioba dove è presente anche un’arnia didattica».
Angelo Ridulfo, dell’omonima azienda agricola, produce a km 0 farro, ceci, grano antico e duro, poponi:«Il nostro problema è che sono alti i costi di produzione e delle materie prime. Anche la burocrazia è pesante, specie per chi è azienda agricola come noi e vuole aprire un agriturismo: faticano di meno le cooperative o aziende che vengono da altri settori. Riguardo alla tendenza del mercato, la gente fortunatamente sta rivalutando la produzione italiana al 100%, non avendo più fiducia nei prodotti di importazione che spesso causano allergie. Dovremmo forse essere più tutelati dalla politica». —
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