Attenzione
Sanac, vertice al ministero Persiani: «Protesta a Roma»
I sindacati: serve un incontro insieme ad Arcelor che finora è la grande assente Cassa integrazione per il 22% dei lavoratori, indennità pagate mensilmente
Si è tenuto ieri mattina l'incontro al ministero del Lavoro a Roma per attivare la cassa integrazione degli operai Sanac. Al tavolo, come previsto, erano assenti i rappresentanti di ArcelorMittal, industria mondiale nella produzione di acciaio che da più di un anno rimanda la conclusione dell'acquisizione dei quattro stabilimenti Sanac, appesi ad un filo fatto di proroghe e sostegni sociali. All'incontro erano presenti i sindacati, le rsu e i delegati dell'amministrazione straordinaria che gestisce l'edificio di via Dorsale. «Siamo da poco usciti dall'incontro al ministero del lavoro con l'amministrazione straordinaria ribadendo le nostre preoccupazioni e l'assoluta necessità della convocazione di un tavolo al ministero dello Sviluppo Economico alla presenza dei rappresentanti di Arcelor Mittal, con il quale ad oggi non ci siamo mai confrontati nel merito», commenta Nicola Del Vecchio della Filctem Cgil.
«L'atteggiamento assunto in questi mesi dalla multinazionale è inaccettabile essendo venuti meno tutti i motivi che ci erano stati avanzati per motivare i ritardi nel concludere l'acquisizione del gruppo. Contemporaneamente, grazie alla nostra mobilitazione, abbiamo ottenuto alcune garanzie per quanto riguarda l'attivazione della cigs che partirà non prima del 15 novembre e con carichi inferiori rispetto a quelli che ci erano stati inizialmente annunciati». La cassa riguarderà circa il 22% dei lavoratori e non potrà mai avere un' incidenza maggiore del 70% della forza lavoro. «L'amministrazione straordinaria - continua Stefano Tenerini della Fiemca Cisl - si è impegnata a verificare la possibilità di incrementare gli ordini provenienti da Taranto a seguito del mancato spegnimento dell'altoforno 2, che continua ad essere in funzione. Così come ci è stato garantito che il pagamento dell'indennità verrà versato mensilmente».
Ad annunciare nuove mobilitazioni è il sindaco di Massa Francesco Persiani che attraverso una nota interviene in merito all'assenza del colosso indiano al tavolo al ministero. «Massa non può permettersi di perdere un’azienda sana come Sanac spa - scrive il sindaco - che da sempre ha una produttività alta e questo grazie agli operai che hanno mantenuto e continuano a mantenere alti i livelli e la qualità. Come amministrazione stiamo facendo il possibile, ma evidentemente non basta e visto che non sembrano esserci in programma convocazioni di tavoli a Roma, al prossimo incontro istituzionale convocato in provincia coinvolgerò tutte le parti in causa per un presidio a Roma, di fronte al Ministero dello Sviluppo Economico. Visto che la voce della nostra città non viene ascoltata da qui, proporrò di portarla direttamente a Roma. Personalmente ho scritto sia all’attuale ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli sia al suo predecessore Luigi Di Maio che non si è degnato neppure di una risposta non tanto per rispetto verso la mia amministrazione, quanto per quello dei miei concittadini impauriti e angosciati dal non sapere cosa gli riserverà il futuro. Abbiamo ricevuto i lavoratori in consiglio comunale, siamo stati al loro fianco durante l’ultima manifestazione. Se tutto ciò non è stato sufficiente per essere ascoltati o ricevuti dal Governo, allora è il momento di far capire che questa amministrazione è pronta ad intraprendere ogni strada possibile per salvare l’azienda e i suoi lavoratori». —
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