Il Tirreno

La protesta 

Fiamme ai rifiuti e ora anche gli spari: «Situazione al limite nell’area del Lavello»

Fiamme ai rifiuti e ora anche gli spari: «Situazione al limite nell’area del Lavello»

Massa-Carrara, nuovo appello di chi abita tra il depuratore e il campo Rom: «Non ce la facciamo più, tra sporcizia e odori fetidi»

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carrara. Gli spari di fucile erano proprio quello che ci voleva per ricordargli lo stato di solitudine a cui si sentono abbandonati. Del resto, l’incontro tra una delegazione di cittadini del Lavello e il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale, assieme agli assessori all’ambiente Sarah Scaletti e alle partecipate Matteo Martinelli, ha lasciato con l’amaro in bocca, e i cittadini ora si apprestano a incontrare la prossima settimana l’assessore all’ambiente di Massa Veronica Ravagli. Tra colpi di fucile, odori fetidi, canne ed erbe diventate giungla, discariche abusive e depuratori di Gaia sequestrati e poi dissequestrati ma da cui continua ad uscire acqua marrone con la fauna del fosso praticamente scomparsa, la vita per i cittadini del Lavello non è certo facile. Proprio tre giorni fa, addirittura si sono sentiti echeggiare nell’aria dei colpi: spaventati i cittadini hanno chiamato un pattuglia dei carabinieri. «Mentre parlavamo con i carabinieri si sono sentiti altri colpi e il carabiniere ci ha confermato che si trattava secondo lui di spari di fucile», denunciano ormai esasperati. La classica ciliegina sulla torta, per una situazione da tempo diventata invivibile.

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È nota ormai la situazione: sono cittadini che vivono sul territorio di Massa, al confine con il territorio carrarese, vicini di casa di un depuratore di Gaia che non funziona e, dall’altra parte del fosso Lavello, di un campo Rom con una serie di abitazioni abusive. Gli esiti di questa convivenza hanno riempito le colonne dei quotidiani varie volte: vere e proprie discariche abusive a cielo aperto a cui viene dato fuoco spesso e volentieri, sporcizia dentro il Lavello e sugli argini e il tutto condito da un depuratore da cui provengono odori insopportabili e da dove scaricano acque di colore scuro, tant’è che ormai è da tempo che non c’è più traccia di vita nel fosso, rimasto senza pesci, ranocchie e anatre. «Abbiamo chiesto al sindaco e all’assessore che venga messo in sicurezza il campo Rom: anni fa era stato costruito un muro di recinzione con una rete per impedire loro di gettare immondizia che venne distrutto in poco tempo. Non ce la facciamo più, gettano di tutto: eternit, pannelli di poliuretano espanso, frigoriferi, di vestiti c’è un’invasione. Abbiamo denunciato ad agosto una montagna di discarica perché venisse pulita ma ora gli hanno dato fuoco - protestano - Nausicaa viene a pulire una volta ogni 2 mesi circa, ma non basta: si formano montagne di rifiuti nel frattempo». Non solo: i cittadini hanno chiesto il rifacimento del ponte che porta al depuratore perché senza inarcamento c’è il rischio di ostruzione: «Siamo a rischio allagamento, lo siamo già stati, chiediamo anche che vengano alzati gli argini e poi il depuratore ha qualcosa che non va: stanno scaricando acqua marrone e c’è un puzzo soprattutto di sera che non si riesce a stare fuori», alzano la voce. In un precedente incontro ad aprile con i sindaci di Massa e di Carrara e alcuni dirigenti di Gaia, questi ultimi avevano assicurato la copertura delle vasche per evitare la diffusione degli odori, che avevano promesso per l’autunno, ma che non è stata ancora realizzata. Si sa però che nelle tasche della partecipata dei Comuni Massa-Carrara, Versilia e Lucca dovrebbero essere arrivati 100.000 euro di finanziamento: nella speranza che qualcuno si faccia sentire e metta mano al depuratore. —. Francesca Vatteroni
 

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