Il Tirreno

il caso 

«Benedetti è da rimuovere» Roberta Dei contro il suo partito

Camilla Palagi

La consigliera di Fi parla di «maschilismo imperante» e «persecuzione politica» dopo le sostituzioni «a sua insaputa» nelle commissioni. Pd e M5s la appoggiano

3 MINUTI DI LETTURA





massa. «Persecuzione politica» e «maschilismo». Roberta Dei, consigliera comunale di Forza Italia subentrata a Sergio Bordigoni dopo una lunga battaglia legale, non ha dubbi: le difficoltà che sta incontrando dentro le mura di palazzo civico sono dovute ad una «persecuzione politica» nei suoi confronti e al forte «maschilismo presente in Forza Italia».

Lo sfogo della consigliera forzista arriva dopo l'ultimo consiglio, durante il quale presidente Stefano Benedetti avrebbe comunicato che la Dei sarebbe entrata a far parte delle commissioni istruzione e attività produttive. Solo due, a differenza delle tre di cui faceva parte l'ex consigliere Bordigoni. Ma, non solo: l’articolo 14 comma 3 del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale stabilisce che “i gruppi possono procedere a variazioni della loro rappresentanza, previa accettazione vincolante del-della sostituito-a, dandone preventiva comunicazione scritta al presidente del consiglio comunale”. In altre parole sono i gruppi consigliari a indicare o modificare i componenti della commissione, tenendo conto dell’accettazione dell’interessato. Invece, la Dei sostiene di essere stata inserita nelle commissioni, a sua insaputa. In altre parole, cioè, Benedetti avrebbe deciso da solo, non rispettando il regolamento. Delle nuove commissioni non ne sapevano nulla nemmeno i consiglieri Matteo Bertucci (Lista Persiani) e Luana Mencarelli (5 Stelle), entrambi nell'ufficio presidenza, organo che si riunisce per stilare gli ordini del giorno in consiglio. E Roberta Dei, adesso, chiede al prefetto d intervenire «per sospendere e rimuovere dalla carica Stefano Benedetti e dal ruolo di capogruppo di Fi Giovanbattista Ronchieri».

Ma si muovono anche il consigliere del M5s Paolo Menchini e il consigliere Gabriele Carioli a nome di tutto il Pd. Entrambi hanno chiesto un parere al segretario generale Federico Cuccolini. E il parere è arrivato. In sostanza lo scritto rimanda al gruppo di Forza Italia il potere di stabilire delle variazioni per la formazione delle commissioni in quanto la sostituzione (con Bordigoni, ndc) “non investe gli incarichi ottenuti successivamente dal consigliere surrogato”. "In conclusione – si legge ancora nel parere - “non si ritiene che al consigliere surrogante si applichi il disposto dell'art. 14 comma 3 del Regolamento sul funzionamento del Consiglio comunale che prevede, in caso di variazione della rappresentanza dei gruppi consiliari in seno alle Commissioni, l'accettazione vincolante del sostituito”. Insomma, in consiglio ci sarebbero consiglieri comunali e consiglieri surrogati. I secondi, secondo il segretario generale, non avrebbero facoltà di accettare o rifiutare di far parte di determinate commissioni. Allo stato attuale delle cose, quindi, al consigliere di Fi Giovanbattista Ronchieri spetterebbero 4 commissioni, alla Dei solo 2. Una differenza che secondo dimostrerebbe «il maschilismo presente in Forza Italia - dice Dei - secondo il quale le donne possono ricoprire solo il ruolo di madri e mogli e perché incapaci di gestire 3 commissioni». «Sono stupefatta: – aggiunge – la maggioranza riconosce consiglieri di serie A e di serie B. Ma è evidente che ciò è frutto di una persecuzione politica nei miei confronti: io sostengo un centro destra liberale, diverso da quello sovranista di Benedetti». —

Camilla Palagi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web