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Scogliere spacciate per scaglieTrasportatore a processo

C.S.
 Scogliere spacciate per scaglieTrasportatore a processo

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carrara. Secondo l’accusa la sua intenzione era quella di truffare facendo passare blocchi da scogliera per scaglie nere e riducendo quindi l’importo della tassa marmi che varia in base alla qualità del materiale.

Quando il trasportatore - per ricostruire la vicenda come è emersa in aula - arriva con il suo camion alla pesa pubblica di Miseglia e deve digitare il codice del materiale che trasporta, indica che si tratta di scaglie scure. Secondo i due vigili in servizio in pesa, però, quelle non sono scaglie scure. La telecamere che punta l’occhio in alto, all’interno del cassone del camion, infatti, immortala un’immagine diversa: secondo gli agenti della municipale, infatti, quel materiale non deve essere classificato come scaglia scura, piuttosto come scogliera. Una differenza soprattutto volumetrica che si riflette però anche nella tassazione. Perchè l’importo della tassa marmi è più alto sulla scogliera che non sulla scaglia scura.

I vigili, vista l’immagine delle telecamere, decidono comunque di verificare con i loro occhi. Raggiungono il camion con l’obbiettivo di salire sul cassone ed accertarsi del materiale trasportato. La scaletta del camion, però, è rotta. I vigili - lo ricorda uno dei due ascoltato ieri mattina in aula - decidono quindi di accompagnare il trasportatore fino al luogo in cui è prevista la consegna del materiale. Quei grandi sassi - per dirla in parole semplici - sono destinati alle scogliere di Marina di Massa, con lo scopo di frenare l’erosione. Quando il cassone viene aperto e il materiale cade in spiaggia, i vigili accertano: per loro non si tratta di scaglie. Verbalizzano quindi l’accaduto e l’uomo alla guida del camion si trova a processo, davanti al giudice monocratico Giovanni Tori con l’accusa di truffa ai danni del comune di Carrara che incassa la tassa Marmi. Una truffa che - il calcolo lo fa lo stesso vigile che testimonia in aula - ammonta a circa 50 euro. La tariffa della scaglia è infatti - si spiega a processo - di 1,26 euro a tonnellata contro i 3,78 della scogliera. E sul camion di tonnellate ce ne erano 24.

Ieri in aula, l’avvocato della difesa, vista la complessità del tema “tassa marmi”, ha chiesto che venga chiamata a fare il punto la responsabile dell’ufficio marmi gestione entrate. La prossima udienza è fissata per il 21 novembre. —

C.S.

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