Sicurezza
Nella cava Calocara scatta il ripristino ambientale
CARRARA. In quella cava, la numero 102 Calocara A, l’azienda autorizzata alla concessione (la Gemignani e Vanelli marmi srl) aveva dichiaratyo una difformità volumetrica già realizzata superiore ai 100 metri cubi rispetto al progetto di coltivazione approvato.
E, di conseguenza, era finita nelle maglie della norma 58 bis quella che è nata ad hoc proprio per gli “sforamenti” dei piani di coltivazione.
E adesso, con una determina del settore Marmo, la stessa azienda, Gemignani e Vanelli, è stata autorizzata al piano di ripristino ambientale e messa in sicurezza della cava 102, ai sensi dell’articolo 58 bis.
Ma di cosa si tratta di preciso?
La situazione ha molti aspetti di carattere prettamente tecnico. Si tratta, infatti, delle prescrizioni necessarie a ottemperare agli obblighi del 58 bis in quanto erano state eseguite lavorazioni difformi dai progetti autorizzati. Sono quindi lavori di ripristino e messa in sicurezza consistenti nella realizzazione di tutte le opere necessarie a mettere in sicurezza il sito e inibire le aree che erano state oggetto della difformità e nelle quali non è possibile accedere, oltre all’accurata pulizia della cava.
Un’operazione, come si legge nella determina comunale, di “ripristino ambientale”. È proprio quello che prevede l’articolo 58 bis che, lo ricordiamo, va a disciplinare temporaneamente quelle lavorazioni a monte che comportano uno sforamento di oltre 1000 metri cubi rispetto al progetto di coltivazione autorizzato.
E l’applicazione della norma, la stessa che di fatto ha scongiurato la caducazione delle concessioni come aveva previsto in un primissiomo tempo il pugno di ferro della Regione, prevede tutta una serie di adempimenti tecnici da mettere in essere.
Ed è proprio quello che è stato messo nero su bianco nella determina che riguarda la cava numero 102 della Gemignani e Vanelli. Nessun provvedimento straordinario, solo quello che prevede la prassi. O meglio la normativa.
Lo conferma anche il vicesindaco Matteo Martinelli. «Si tratta di un atto previsto - si limita a dichiarare Martinelli - dal normale iter dell’articolo 58 bis». —
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