La manifestazione
Milani insiste: nessuno si decide a dare delle risposte
il caso: «Sulla parte dell’accordo relativo alla società pomerio ducale risulta tutto in regola»
MASSA. Sull’area circostante al Pomario Ducale vi è una questione chiave che «nessuno si decide a chiarire fino in fondo».
È questa la convinzione dell’ingegner Carlo Milani, che puntualizza: «Tutto parte dal Piuss (Piano integrato) approvato una decina di anni fa dal Comune. L’accordo prevedeva alcuni interventi: uno era la cessione di parte dell’ex giardino del Pomario da parte di un privato al Comune; in cambio, lo stesso privato avrebbe edificato un palazzo in via Meucci; e anche in via Meucci un parcheggio pubblico; l’intervento è stato fatto regolarmente da parte della società Pomerio Ducale».
E aggiunge: «L’altro intervento previsto dall’accordo Piuss prevedeva la cessione di alcune aree da parte di un altro privato e la realizzazione di alcune opere pubbliche in cambio della costruzione davanti alla Media Bertagnini di un palazzo di quattro piani. Io già dal 2010 evidenziavo alcune, a mio parere, storture in questa seconda operazione, anche perché risulterebbe dalla lettura del Piuss che alcune opere pubbliche previste in realtà fossero già state realizzate dall’amministrazione comunale, ad esempio il parcheggio davanti alla Polizia stradale. Naturalmente, potrei aver preso una cantonata, ma nessuno si è mai degnato di rispondere alle mie richieste di chiarimento che in questi anni ho inviato a tutti gli amministratori e neppure a una articolata osservazione al Piuss stesso. Ad oggi siamo al punto che nessuno ha chiarito cosa effettivamente il privato del secondo intervento – la costruzione del palazzo di fronte alla Bertagnini – deve dare alla città in cambio del diritto a edificare; non sono tutt’oggi riuscito ad avere la convenzione che regola i rapporti tra questo secondo privato e l’amministrazione comunale, la qual cosa mi lascia perplesso, a dir poco. Con questo intervento pubblico spero che a breve mi sia data una risposta».
E aggiunge: «Ricordo che lo scorso 20 settembre ho fatto una richiesta di accesso agli atti al segretario generale comunale, il quale mi ha risposto dopo appena tre giorni, spiegandomi che non avevo diritto ad accedere alla convenzione in quanto mancherei di un “ interesse diretto e concreto».
«A questo punto - prosegue Milani - ho avanzato un’altra richiesta al segretario generale, ai sensi dell’accesso civico generalizzato, che garantisce a ogni cittadino l’accesso agli atti dell’amministrazione; nel frattempo ho anche interpellato il Difensore Civico della Regione Toscana. Altra ragione di perplessità è che l’operazione Piuss è nata con un’amministrazione di un certo tipo, e altre amministrazioni di segno diverso o opposto si sono nel frattempo succedute senza che nessun amministratore o dirigente, e neppure nessun consigliere comunale, abbia dato il minimo segno di interesse. Strano davvero», conclude. —
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