Il Tirreno

ALLARME IN VIA ARGINE DESTRO

«Qui a Carrara alle prime grandi piogge finiremo di nuovo sott’acqua»

Irene Rubino
«Qui a Carrara alle prime grandi piogge finiremo di nuovo sott’acqua»

“L’idrovora non funziona, hanno detto che in caso di alluvione ci evacueranno” Le richieste: pulizia dei canali, delle fognature e la manutenzione del verde 

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CARRARA. Scatta il grido d’allarme dei residenti di via Argine destro: «Rischiamo di finire sott’acqua». Le sorelle Antonella e Paola Freschi avvertono: «All’ultimo temporale tutti i terreni erano allagati. Abbiamo chiamato la Protezione civile e ci è stato risposto che l’idrovora non stava funzionando, forse per un guasto. Ci hanno detto che in caso di alluvione verremo evacuati; non ci sembra molto confortante. Il tratti do fognatura del parcheggio non è collegato al resto rete fognaria, e non riceve le acque piovane. Senza contare che il letto del Carrione nel suo tratto finale è pieno di marmettola e il fondale non è stato ancora sbassato».

Giuliana Bernacca alle ultime piogge si è ritrovata l’acqua in giardino. Gaetano Parisi aggiunge: «Gli operatori ecologici si fermano in via Cadorna, qui non vengono neanche. Ho chiamato tantissime volte i vigili». Maurizio Bruschi osserva: «Chiediamo quel che ci spetta di nostro diritto: l’installazione della nuova idrovora, la pulizia dei canali e della fognatura, la sistemazione del manto stradale e la manutenzione del verde, che ad oggi è nulla». Maurizio Cordiviola fa notare: «Non è stata nemmeno fatta una disinfestazione anti zanzare e topi». In effetti l’area pullula di zanzare e la rotonda ospita la carcassa di un ratto ben pasciuto.

A seguito dell’alluvione del 2012 e delle sue tragiche conseguenze, nel 2014 è stata realizzata un’idrovora provvisoria che protegge però la zona solo in caso di piogge moderate. Amia ha già sul tavolo il progetto di un’idrovora definitiva, con una grossa vasca d’accumulo dotata di pompe, in grado sia di asportare l’acqua piovana che di arginare il flusso del Carrione in caso di piena. Per realizzarla andrebbe tuttavia espropriata una parte di terreno appartenente a un privato, ma le pratiche sono rimaste ferme. Ricordiamo poi che nel parcheggio di fronte alla villa erano state scassinate le serrature di almeno 15 macchine nella notte tra mercoledì 6 e giovedì 7 marzo 2019.

Nel giardino della villa appartente alla famiglia Simonelli vi è una roulotte che è stata distrutta dai carabinieri, ma la zona dev’essere ancora bonificata: «Nel giardino vi sono ancora la carcassa della roulotte, i vestiti e gli oggetti personali di chi vi abitava – precisa Domenico – e c’è ancora qualche spacciatore che riesce ad arrampicarsi al primo piano della villa, anche se il piano terra è murato. Il giardino sta diventando una discarica abusiva. Siamo io e il mio vicino a tenere puliti i marciapiedi». Dal lato opposto alla villetta si trova invece un appezzamento di terreno demaniale che avrebbe dovuto ospitare un parco per bambini ed è rimasto vuoto e incolto. —
 

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