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la protesta 

I sindacati ai Comuni: non ci ascoltate mai

Luca Signorini
I sindacati ai Comuni: non ci ascoltate mai

Cgil, Cisl e Uil scrivono alle amministrazioni: «C’è carenza a livello di contrattazione». E minacciano mobilitazioni

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«Vogliamo una maggiore interlocuzione con gli enti locali, che devono avere un rapporto più stretto con le parti sociali. Chiediamo questo». Paolo Gozzani, della Cgil, si fa portavoce della lettera-appello firmata da tutti i sindacati - Cgil, Cisl e Uil, comprese le sigle dei pensionati (Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil) - e inviata a vari Comuni della Provincia di Massa-Carrara.

“Riuscire a far capire le ragioni di chi rappresentiamo a chi ci governa a livello locale, appare una politica indispensabile e non più differibile”, si legge sul documento unitario. I sindacati minacciano pure atti dimostrativi: “Non sono escluse mobilitazioni ad hoc per ogni Comune: attendiamo di essere convocati dai nuovi sindaci eletti in Lunigiana e anche di continuare le concertazioni in essere. Ma siamo pronti, pensionati in testa, a fare la nostra parte per fare capire le buone ragioni di chi si rappresenta. Anche con sit in mirati, se serve”.

In sostanza, Cgil, Cisl e Uil lamentano «una carenza a livello di contrattazione, è per questo motivo che portiamo la nostra richiesta al tavolo con i sindaci a livello provinciale», precisa Gozzani. E nella lettera scrivono: “Quest'anno non siamo stati nemmeno convocati dal Comune di Montignoso, con Massa abbiamo fatto qualche incontro senza per ora alcun costrutto, stessa cosa con il Comune di Carrara, idem con il Comune di Aulla. Con il Comune di Pontremoli abbiamo convenuto su un testo pronto per la firma, ma ancora non siamo stati convocati da questa estate”.

La presa di posizione è chiara. Anche perché l’usuale contrattazione tra i municipi e i sindacati, avviene su temi non di scarsa rilevanza. Per esempio sulle tasse e le tariffe locali, e su come queste hanno impatto sui servizi pubblici, come quelli scolastici di mensa, trasporto scolastico e asilo nido. E ancora sul sociale e sulla sanità di area vasta, “mancando a Massa e a Carrara la Società della salute, si rischia di perdere risorse regionali dedicate a causa della incapacità di costruire un contenitore amministrativo comune”, sottolineano Cgil, Cisl e Uil.

Poi, non di secondaria importanza, il confronto sulle spese del Comune e sulla tassazione Irpef a lavoratori e pensionati, “che impatta nella busta paga di coloro che contribuiscono al gettito fiscale per il 90% degli introiti”. Insomma, cose di cui discutere non mancano. —

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