Sicurezza
Boom dell’export apuano ma senza Pignone segno meno
I dati Isr: nel primo semestre del 2019 un clamoroso incremento del 52,8% Il colosso americano traina le esportazioni, in crescita anche le vendite di marmo
MASSA. I dati Istat provvisori, riferiti al primo semestre 2019, mostrano un valore delle esportazioni della provincia di Massa-Carrara pari a 1.253 milioni di euro, in notevole incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, +52,8%, in valore assoluto circa 433 milioni di euro. Ma senza le esportazione del Nuovo Pignone i valori sarebbero negativi per un meno 15%.. Questa decisa crescita arriva dopo un consuntivo di fine anno che aveva rivelato una certa stagnazione con valori in calo del -0,6%, e dopo un quadriennio nel quale le imprese locali avevano complessivamente registrato una diminuzione nell’ordine dei 566 milioni di euro. Al contempo dobbiamo considerare che la Toscana è cresciuta del +17,9%, anche questo un ottimo risultato, mentre l’Italia solo del +2,7%.
Per quanto riguarda la metalmeccanica, ovvero macchinari e apparecchiature meccaniche, da mettere in evidenza un surplus semestrale superiore ai 245 milioni di euro, per una crescita in termini percentuali del +90%, raggiungendo il valore complessivo di 518 milioni di euro, che rappresentano il 41% del totale dell’export apuano. Il saldo positivo locale ha determinato addirittura il 58% del saldo positivo regionale del settore (421 milioni di euro).
La parte più consistente del comparto è attribuibile, 31%, alle macchine di impiego generale, turbine, pompe, accessori ed altro, l’8,5% alle altre macchine di impiego generale, identificabili con macchine ed apparecchiature per industria chimica, petrolchimica e petrolifera. La parte restante è riconducibile principalmente alle macchine per la formatura dei metalli e altre macchine utensili e altre macchine per impieghi speciali.
Ulteriore contributo al comparto meccanico è stato offerto anche dalla positiva dinamica della voce motori, generatori e trasformatori elettrici; apparecchiature per la distribuzione e il controllo dell’elettricità, in fortissimo aumento, passati dai soli 43 milioni del 2018 ai 308 milioni di euro del primo semestre 2019.
Anche in questo caso, come in quello degli apparecchi meccanici si tratta di attività riconducibili essenzialmente ad una sola impresa, la Nuova Pignone Baker Hughes. Senza questa componente le esportazioni locali avrebbero registrato un calo del -15%.
Passando ad analizzare invece il macrosettore lapideo, in specifico il comparto della pietra da taglio o da costruzione, modellate e finite, in sostanza marmo e granito lavorato, dopo un consuntivo 2018 nel quale le vendite all’estero di marmo e granite lavorato avevano toccato quota 345 milioni di euro, un valore in aumento di quasi 4 milioni di euro, rispetto all’anno precedente, e che rappresentava il terzo migliore risultato dell’ultimo decennio, nei primi sei mesi del 2019 il risultato è stato leggermente negativo. In sostanza il settore con 178 milioni di euro di vendite è diminuito del -3,3% in valore assoluto meno 6 milioni. Le diminuzioni sono state registrate sia nei paesi asiatici che in quelli del medio oriente, a fronte della tenuta del mercato statunitense.
Da valutare, all’opposto, positivamente gli andamenti delle vendite della restante parte lapidea corrispondente a materiale grezzo, con circa 121 milioni di euro di export, per un aumento del +10,9%, in valore assoluto quasi 12 milioni di euro in più rispetto al primo semestre del 2018. Il mercato di riferimento, quello cinese, anche nei primi sei mesi del 2019 è cresciuto di circa 11 milioni di euro.
Alcune note di rilievo devo essere riservate anche ai prodotti chimici di base che migliorano ancora il trend positivo degli ultimi anni, con un +7,9%, per un totale di 31 milioni di euro di vendite; tendenza invece lievemente negativa quella registrata dagli altri prodotti chimici, diminuiti del -15,2%, passando da 37 a 32 milioni di euro di esportazioni nei primi sei mesi del 2019. Forte calo invece della componente riferita alle navi e imbarcazioni, una perdita che probabilmente dipende dalla registrazione contabile delle commesse, pertanto dobbiamo aspettare altri consuntivi per esprimere giudizi più precisi sul comparto.
«Questi primi sei mesi del 2019 - commenta il Presidente della Camera di Commercio, Dino Sodini - sono eccezionali come performance generale e confermano, oltre al mantenersi del buon stato di salute del settore lapideo, soprattutto quello grezzo, la notevole ripresa della metalmeccanica, senza la quale la bilancia commerciale sarebbe negativa. Unica vera preoccupazione, invece, le commesse della nautica, ma aspettiamo fine anno per valutazioni più accurate». —
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