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il caso 

«Prezzi delle aree troppo alti» Ma la Zia prova a ripartire

Manuela D’Angelo
«Prezzi delle aree troppo alti» Ma la Zia prova a ripartire

Il consorzio si trasferirà al Bic, intanto la commissaria straordinaria fa il punto sul risanamento: “Gli associati cominciano a pagare, 400mila euro in cassa”

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MASSA. Il Consorzio Zona Apuano è pronto a trasferirsi, così dice la legge, nei locali di Sviluppo Toscana, al Bic di via Dorsale, e a iniziare a lavorare per il territorio nella sua futura nuova veste. Con un grande obiettivo: calmierare i costi dei terreni in zona industriale, per tornare ad attrarre investimenti ed entrare in possesso di molte aree improduttive, magari anche attraverso lo strumento dell’esproprio (cosa che poi sarebbe la mission originaria della Zia).

A fare il punto della situazione del C-Zia è la commissaria nominata dalla Regione Manuela Sodini, invitata a parlare della questione davanti alla commissione Urbanistica del Comune di Massa. Il futuro del Consorzio Zona è scritto nella nuova legge regionale 44 del 2019, che traccia una cornice per i nuovi consorziati e per le imprese. Il mandato della commissaria scadrà il 5 febbraio 2020, ma prima di quella data potrebbe già essere nominato il nuovo amministratore unico, che avrà funzione di direttore, attraverso il bando che è già stato pubblicato in Gazzetta ufficiale e le cui domande dovranno essere presentate entro il 25 ottobre.

Inoltre non ci sarà più il cda, ma un “comitato d’area” con funzione consuntiva, formato dalle associazioni di categoria. Cambia tutto, come più volte spiegato, all’interno del Consorzio, con la Regione Toscana che per la prima volta è diventata una socia a tutti gli effetti (detenendo il 51% delle quote) e tanti piccoli comuni che si sono invece sfilati, per lasciare il posto a soggetti più forti e più integrati e presenti nel territorio: rimangono consorziati il Comune di Massa e quello di Carrara; entrano la Camera di Commercio e la Provincia e, pare, in futuro anche l’Autorità Portuale.

Le finanze. In questi quasi tre anni di commissariamento, la dottoressa Sodini ha cercato di ottenere un ritrovato equilibrio economico- finanziario, che oggi porta il C-Zia ad un bilancio sano e in crescita. Nelle casse del Consorzio ci sono già 400mila euro a cui vanno aggiunte alcune quote non ancora pagate nel 2019 dai consorziati. «Anche le imprese si stanno mettendo in pari con la loro quota- spiega la Sodini- A maggio inviammo le ingiunzioni di pagamento e, anche se con la forza, stiamo ottenendo i primi risultati. Il futuro, credo, i rapporti saranno migliori e le aziende avranno più fiducia nel nuovo C-Zia».

Il “nuovo” Il Consorzio Zona inizierà a lavorare per rendere appetibili a nuovi investimenti le aree industriali della provincia apuana, ma partirà con una zavorra: «Sappiamo che il costo delle aree, nel territorio apuano non è in linea con i prezzi di mercato- dichiara la Sodini- Ma al momento non possiamo farci nulla. Da un censimento fatto di recente risulta che non ci sono aree vuote di nostra proprietà, se non la ex Eaton, che per l’appunto invece è pronta ad essere messa sul mercato. Il resto sono terreni privati e capannoni deserti, su cui il C-Zia non ha nessun potere. Difficile al momento sarebbe anche parlare di espropri: per questo occorrono molti soldi e io mi posso solo augurare che in futuro il Consorzio Zia abbia così tante risorse da poter investire anche nel recupero di alcuni terreni improduttivi. Un’altra partita da giocare assieme al Comune di Massa- conclude la Sodini- sarà quella dei codici di attività: allargare le maglie al commerciale ad esempio non è nei poteri dei Consorzio, ma uno strumento urbanistico che solo l’amministrazione può mettere in campo». —

Manuela D’Angelo

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