Il Tirreno

«Monoblocco, i soldi ci sono Rispetteremo ogni decisione»

M.B.
«Monoblocco, i soldi ci sono Rispetteremo ogni decisione»

«La certezza è che deve essere messo a norma nell’interesse della collettività La Regione vuole intervenire con soluzioni che siano condivise in pieno»

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CARRARA. Consigliere Giacomo Bugliani, possiamo provare a fare chiarezza sul futuro del Monoblocco? Qual è l’indirizzo della Regione oggi?

«Rispondo volentieri a una domanda che consente, una volta per tutte, di fare chiarezza su un tema molto sentito a Carrara e che giustamente suscita l’interesse di tutti i cittadini, coinvolgendo la tutela della salute pubblica. L’edificio del Monoblocco necessita di importanti interventi strutturali, soprattutto in termini di adeguamento antisismico, come del resto accade per molti altri edifici della collettività. È un bene che di questo ci si renda conto con anni di anticipo, onde evitare (come avvenuto in altre note spiacevoli situazioni) che vengano d’improvviso resi inaccessibili immobili non a norma. Per questo la Regione Toscana ha messo a disposizione sin da ora importanti stanziamenti allo scopo di scongiurare questo rischio. Carrara e i suoi cittadini devono avere un centro polispecialistico sempre disponibile e sicuro. Ho affrontato più volte questo tema sia con l’assessore regionale Stefania Saccardi, sia con il Direttore Generale dell’Asl Nord Ovest Letizia Casani e posso confermare che vi è la più ampia disponibilità di optare per la soluzione che sia maggiormente condivisa dal territorio e dai cittadini di Carrara. I soldi ci sono per affrontare qualunque percorso: se il Comune di Carrara e i suoi cittadini preferiscono, all’edificazione ex novo, la ristrutturazione dell’immobile esistente, questa sarà la strada seguita da Regione e Asl. Il compito di esprimere la sintesi condivisa dal territorio è dell’amministrazione comunale di Carrara e sono certo che il Comune di Carrara saprà ben interpretare la volontà popolare. Credo che questo sia il modo di procedere più corretto e rispettoso verso i cittadini».

Si parla di studi un po’ datati, del 2009, e di studi aggiornati. Come stanno le cose?

«È vero che ci sono studi succedutisi nel tempo. La necessità di intervento sulla struttura è un punto fermo, ma, come ho detto, è anche vero che c’è la massima disponibilità a intraprendere il percorso voluto dai cittadini. La certezza è che il Monoblocco deve essere messo a norma nell’interesse primo della collettività. Siccome l’investimento è importante, la Regione vuole metterlo a frutto della città con soluzioni che siano condivise in pieno dal tessuto sociale».

Avete già un’ipotesi di nuovo Monoblocco?

«Non esiste nulla di definito, né di definitivo, proprio perché il percorso da intraprendere dovrà essere chiarito. Solo idee progettuali sulle quali riflettere, anche all’esito di un confronto vero e partecipato con il territorio».

Da cosa nasce la discrasia tra l’annuncio di sicura demolizione della scorsa primavera e invece l’attuale apertura a discutere la ristrutturazione a step annunciata dalla nuova Direttrice Generale dell’Asl?

«All’origine l’Asl, una volta acquisito l’impegno delle risorse da parte della Regione Toscana, aveva pensato a una ricostruzione ex novo dell’immobile, perché vista come maggiormente funzionale e più idonea a garantire la continuità dei servizi per i cittadini, evitando spostamenti degli ambulatori e i connessi inevitabili disservizi. Io stesso, sia autonomamente che per il tramite del Partito Democratico locale, ho avuto modo di parlare con parecchi operatori della sanità di Carrara e con molti cittadini e ho subito compreso che la popolazione, in maggioranza, auspicava un percorso di ristrutturazione dell’esistente (soluzione, peraltro, un po’ più economica). Questo, anche per il mio tramite, ha spinto sia l’Asl che la Regione Toscana a rivalutare l’ipotesi dell’intervento di ristrutturazione dell’immobile esistente e, comunque, a rendersi disponibili a recepire le istanze del territorio. Adesso l’ultima parola spetta al Comune di Carrara che, come detto, è l’ente che meglio può farsi portatore del volere e dei bisogni dei cittadini. Sapendo che la posta in gioco è alta, perché questo è uno di quei casi in cui bisogna saper interpretare ciò che vuole il territorio, offrendo, al tem-po stesso, una soluzione che sia la più idonea a garantire la tutela della salute della comunità».

Le risorse economiche vere ci sono?

«Le risorse ci sono e sono inserite nella prima stesura del piano di investimenti della sanità di prossima approvazione da parte della Giunta regionale. L’impegno è stato assunto formalmente dall’assessore regionale Saccardi e posso tranquillamente confermare la cosa. Occorre solamente attendere l’ufficialità della delibera di Giunta». —

M.B.



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