Il Tirreno

il 75° anniversario 

La strage nazista delle Fosse del Frigido, il dovere del ricordo

Camilla Palagi
La strage nazista delle Fosse del Frigido, il dovere del ricordo

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Massa. Si è tenuta la celebrazione per il 75° anniversario della strage delle Fosse del Frigido. A ricordare le 149 vittime dell'eccidio "contro l'umanità", come lo ha definito il prefetto del periodo del dopoguerra, Pietro Del Giudice, c'erano le alte cariche politiche, civili e militari del territorio. La cerimonia è stata organizzata dall'Anpi, è stata patrocinata dal Comune di Massa e dalla Provincia di Massa-Carrara, e ha visto la partecipazione del presidente della sezione locale, Oliviero Bigini, e del vice presidente Nino Ianni. Alla chiesetta di San Leonardo è stata celebrata da Padre Francesco la messa in ricordo delle vittime e a seguire si è tenuta la deposizione di una corona di fiori. «Siamo qua per ricordare le vittime barbaramente trucidate dai nazisti in fuga dalla linea gotica» – ha esordito il sindaco di Massa, Francesco Persiani. Il primo cittadino ha citato alcuni passaggi del discorso del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, tenuto in occasione dell'incontro di qualche settimana fa a Fivizzano che ha visto inoltre la presenza del presidente della repubblica federale tedesca, Frank-Walter Steinmeier. Il sindaco ha sottolineato l'importanza della Costituzione «il faro che ci guida» ponendo in particolare l'accento sul «progresso sociale ed economico» da perseguire per il bene dei cittadini. «Si parla di cambiamenti climatici, di terrorismo. Oggi come ieri siamo su un fronte, un fronte diverso ma sul quale dobbiamo essere vicini affinché il sacrificio fatto da questi uomini non sia vano. Ogni anno è un'occasione buona per ricostruire e per farlo è importante ripartire dai giovani». Pochi i giovani presenti alla cerimonia, quest'anno non hanno preso parte all'evento le scuole del territorio. E un'altra grande assente della celebrazione è stata la banda musicale Guglielmi, che per motivi finanziari, hanno spiegato gli organizzatori durante la cerimonia, non è stata invitata. Nino Ianni ha ricordato l'eccidio: 149 carcerati provenienti da Grecia, Albania, Slovenia, Libia, Svizzera e Italia, in prigione al Castello Malaspina per lo più per reati comuni, portati il 16 settembre del 1944 a San Leonardo, dove, dopo essere stati buttati dentro un fosso, sono stati uccisi dalle mitragliatrici dei nazifascisti. Anche il presidente della provincia, Gianni Lorenzetti, ha ricordato le parole di Mattarella ponendo l'accento sulla natura della rappresaglia: «Non frutto della guerra, ma del terrorismo». A rappresentare il Comune di Massa anche il consigliere comunale Giovanbattista Ronchieri, mentre per il Comune di Montignoso anche l'assessora Giorgia Podestà. Paola Vignali, all'epoca dell'eccidio solo una bambina, ha ricordato "una ragazza vestita a fiori che urlava", il momento in cui i nazifascisti hanno buttato le 149 persone dentro un fosso, l'esecuzione e poi, la copertura dei corpi con della sabbia. Resteranno sepolti, senza essere reclamati, per almeno tre anni. Piero Calamadrei, di quei morti, scriverà: "Fosse notturne scavate dagli assassini in fuga per nascondervi stragi di trucidati innocenti". Ai piedi del monumento dedicato alle vittime dell'eccidio, in prossimità della chiesetta di San Leonardo, è stata sistemata la coperta della pace realizzata dall'Accademia apuana della pace. L'orazione ufficiale è stata tenuta dal professor Daniele Canali: «Qua trovò la morte l'essenza della Resistenza europea – ha detto Canali - Abbiamo il dovere di ricordare con pacatezza, ma con rigore. La memoria è riscatto, senza memoria non siamo». —

Camilla Palagi

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