Sicurezza
I lavoratori Sanac chiamano la città «Sindaco e cittadini, venite in piazza»
L’appello a partecipare al corteo in difesa dei posti di lavoro. Persiani: «Siete sempre nelle nostre menti, sarò in prima fila»
Di fronte a un consiglio comunale solidale e di certo un po’ impotente di fronte alla battaglia che infuria su Sanac, il rappresentante dei lavoratori Andrea Bordigoni lancia un appello alla compattezza e unità della comunità apuana di fronte alla sfida sui posti di lavoro a rischio. «Chiediamo alle istituzioni e al sindaco di aprire il corteo domani (oggi per chi legge, ndr) e di venire con noi a manifestare per l’ennesima fabbrica in crisi della città. Non possiamo permetterci che un’altra fabbrica chiuda, anzi dobbiamo valorizzarla». E alla richiesta sindaco e consiglieri di maggioranza e opposizione rispondono presente. Il sentire comune è che a Roma qualcuno deve sturarsi le orecchie
È stata una chiamata alle armi per il corteo di stamani alle 10 quella che ha avuto luogo ieri in apertura del consiglio comunale. La manifestazione, accompagnata da 8 ore di sciopero, partirà dalla fabbrica e raggiungerà il centro città. I lavoratori dell’azienda connessa all’indotto Ilva hanno preso posto di fronte all’aula consiliare, per lanciare ancora una volta la loro richiesta di aiuto e collaborazione alla città. Non è una battaglia dei soli operai o dei sindacati, non è una battaglia di una sigla o un partito. Massa non vuole farsi scippare dell’ennesimo importante polo produttivo.
«A Massa - continua Bordigoni - la disoccupazione è altissima, siamo qui non solo per 112 persone che oggi lavorano nella fabbrica, ma dobbiamo far sì che il nostro polo cresca, Le potenzialità le abbiamo davvero». Il sindaco Francesco Persiani, il primo a prendere parola, si fa carico dell’investitura. «È giusto che siate qui ed è importante per i dubbi che ci sono all’orizzonte. Io voglio dirvi che non siete soli, il vostro problema è nei nostri cuori e nelle nostre menti ogni giorno. Ho sentito oggi il prefetto, che è in contatto con il ministero nella speranza che arrivino delle conferme su quella cassa integrazione che deve essere un salvagente almeno momentaneo nella speranza che le nubi sul futuro si diradino».
Lancia anche una stoccata al vecchio governo, in particolare alla gestione ministeriale della crisi. «Ho inviato una lettera al ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, perché vengano prese in considerazione le problematiche che 140 famiglie devono affrontare. Il predecessore non si è degnato di un riscontro né con una mail né con una telefonata. Spero che cambiando le persone cambino anche gli atteggiamenti. Anche se non sempre è così». Il predecessore di Patuanelli, ricordiamo, è Luigi Di Maio. Entrambi sono rappresentanti del Movimento 5 Stelle, di cui lo stesso di Maio è capo politico.
Aleggia nelle menti il fantasma di Eaton. Affiora fin lì innominato solo quando lo chiama in causa il consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Amorese. «Ricordo quando andammo a Roma per sollecitare l’allora governo ad ascoltare il territorio. Purtroppo sappiamo come finì, ma le istituzioni in quel caso si diedero una svegliata. Io se fossi un operaio Sanac oggi non ignorerei l’ipotesi, a un certo punto, di arrivare a occupare la fabbrica. Se questo dovesse succedere io credo che tutti noi dovremmo dormire la prima notte dentro la fabbrica».
In tanti altri confermano l’impegno cittadino. Gabriele Carioli, capogruppo del Pd, chiede a tutti i consiglieri di partecipare, sospendendo tutte le commissioni consiliari previste. Non ci sono colori né bandiere in questa battaglia». Stessi concetti espressi in vario modo da Paolo Menchini dei 5 Stelle, Marco Battistini della Lega e Dina Dell’Ertole di Siamo Massa. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
