Il Tirreno

aulla 

Costa autorizzata a trattare 140mila tonnellate di rifiuti

Gianluca Uberti
Costa autorizzata a trattare 140mila tonnellate di rifiuti

La Regione rilascia al centro di trattamento di Albiano Magra il via libera “Aia” Si mobilitano i comitati: «Com’è possibile?». Stamani incontro in municipio

2 MINUTI DI LETTURA





AULLA. Dopo mesi di silenzio, tornano a farsi vivi i No Costa, i cittadini di Albiano Magra che si battono contro la ditta Costa e i rifiuti che all’interno di questa vengono scaricati affinché possano essere lavorati. Stamani saliranno con una piccola delegazione dalla più popolosa frazione al palazzo comunale di Aulla per incontrare, alle ore 11, il sindaco Roberto Valettini e per manifestargli tutta la loro contrarietà in merito alla concessione alla ditta Costa, da parte della Regione Toscana, dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia). A guidare la delegazione ci sarà il leader storico dei No Costa, Walter Moretti, il quale spiega così le ragioni dell’incontro di stamani, che potrebbe preludere ad una nuova mobilitazione: «È anche in base ad una relazione del Comune di Aulla che la Regione Toscana ha emanato l’autorizzazione Aiae ci chiediamo come sia possibile tutto questo. Come è possibile che, nonostante la ditta Costa sia andata avanti per anni a suon di autorizzazioni provvisorie e non goda dell’agibilità per uno dei capannoni, abbia ottenuto l’Aia? Voglio ricordare che l’Aia consentirà alla ditta Costa di stare dove si trova, ovvero in mezzo alle case ad Albiano Magra, per almeno altri 12 anni, di fatto per sempre col sistema delle proroghe, e di lavorare una quantità di rifiuti ben maggiore di quella attuale».

Secondo i dati forniti da Moretti, la Costa avrà la possibilità di aumentare la sua “produzione”: «Si passerà dalle 90mila tonnellate annue autorizzate fino ad ora a 140mila tonnellate annue, più 2mila tonnellate di rifiuti pericolosi. Stiamo, naturalmente, valutando di impugnare l’Aia – conclude Moretti – e abbiamo tempo fino al 24 ottobre per fare ricorso».

L'Autorizzazione Integrata Ambientale è l'autorizzazione di cui necessitano alcune aziende per uniformarsi ai principi di Integrated Pollution Prevention and Control (Ippc), dettati dall'Unione europea dal 1996. È necessaria per l'esercizio di alcune tipologie di attività che possono produrre danni ambientali significativi; è “integrata” nel senso che nelle valutazioni tecniche sono considerati congiuntamente i diversi danni sull'ambiente causati dall'attività da autorizzare, nonché tutte le condizioni di funzionamento dell'installazione, perseguendo, quindi, una prestazione ambientale ottimale. Tale obiettivo è tipicamente raggiunto con l'individuazione e l'adozione delle Migliori Tecniche Disponibili (Mtd), ovvero “le tecniche impiantistiche di controllo e di gestione che, tra quelle tecnicamente realizzabili nello specifico contesto ed economicamente sostenibili, garantiscano prestazioni ambientali ottimali in un'ottica integrata”.

Nell'Aia, l'autorità pubblica competente, sulla base delle analisi proposte dal gestore dell'installazione da autorizzare, dovrebbe confermare la corretta individuazione delle Mtd e delineare il crono programma per la loro implementazione. L'Aia considera, in ogni caso, come punti fermi il rispetto dei requisiti minimi stabiliti nelle norme ambientali, le eventuali prescrizioni in materia di Valutazione di Impatto Ambientale, la compatibilità con le norme di qualità ambientale. —

Gianluca Uberti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini