Il Tirreno

Carrara, «No alla demolizione del Politeama»

Carrara, «No alla demolizione del Politeama»

Il Comitato: è una soluzione che non possiamo accettare. E speriamo che prima o poi il sindaco ci riceva

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CARRARA. Il Comitato Politeama inerviene in merito alla nota dell’ingegnere Cesare G. Marchetti e – scrive – «se da una parte ci ha fatto piacere scoprire che un ulteriore tecnico abbraccia nella sua analisi alcuni punti che sosteniamo inascoltati da anni, dall’altra ci ha fatto sorridere il fatto che nella nota vengano messi sotto accusa i troppi abusi edilizi che la tormentata struttura ha subìto negli anni, perché questo è un fatto che è evidentemente sotto gli occhi di tutti tranne della magistratura, che dopo 10 anni di processi sta facendo di tutto per non emettere una sentenza. Detto ciò - si aggiunge - questo Comitato non può assolutamente essere d’accordo con l’idea ventilata da Marchetti circa la demolizione e ricostruzione del Politeama (modalità che ultimamente pare divenuta sport amministrativo), dal momento che ritiene che il palazzo vada preservato in quanto simbolo della memoria cittadina, della storia di una comunità e, rappresentandone al contempo passioni e frustrazioni; demolirlo equivarrebbe a cancellare un pezzo importante del percorso collettivo che chiamiamo cultura e che nel bene e nel male ci ha reso ciò che siamo. Sappiamo bene che il procedimento indicato da Marchetti ha certamente un alto impatto pragmatico, ma ci chiediamo anche: chi pagherebbe l’operazione? E ovviamente dovrebbe partecipare anche il Comune, che pagherebbe con soldi pubblici».


«Noi riteniamo - sostiene il Comitato - che il Comune abbia sì il dovere di attivarsi in maniera decisa nella vicenda, ma a tutela e garanzia di uno storico bene pubblico, che comprende soprattutto un teatro che, è vero, mai più sarà come prima, ma al contempo merita tutto l’impegno per essere salvato nella sua forma e al massimo delle sue attuali capacità. Tutto ciò è oneroso? Certo, ma anche la Strada dei Marmi lo è, e per quella i denari si sono trovati, senza che nessuno proponesse di rottamare i camion e ricomprarli più piccoli ed elettrici. È una questione di priorità, e a nostro avviso, soprattutto in un luogo degradato e strabordante di disagio sociale quale è la nostra città, la cultura deve esserlo. Noi in tutto questo tempo qualche proposta l’abbiamo elaborata e da quasi un anno siamo nella lista d’attesa degli appuntamenti del sindaco, ci auguriamo che al più presto decida di riceverci per metterne a parte la sua Amministrazione», conclude il Comitato per la Difesa del Politeama. —

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