Il Tirreno

parco della rinchiostra 

Tavoli e sedie costano 1 euro Al via i controlli della municipale

Manuela D’Angelo

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massa. Nella giungla delle gestioni dei parchi pubblici massesi, un ginepraio di autorizzazioni, carte firmate e non firmate, bandi, sospensioni e rinnovi, ci finisce anche il parco della Rinchiostra o, per meglio dire, due locali adiacenti al punto ristoro, gestiti da un gruppo di anziani. Se ne è parlato ieri mattina all’interno della commissione Sociale, durante la quale il consigliere Cofrancesco ha messo al corrente gli altri membri di alcune dinamiche scoperte proprio a seguito di un sopralluogo. I fatti risalgono al 2018, tempo di campagna elettorale: al parco della Rinchiostra si svolse un’assemblea a cui partecipò una parte della ex amministrazione, anche l’ex sindaco Volpi e qualche dirigente, per risolvere il problema degli anziani della Rinchiostra, che non sapevano più dove andare a giocare a carte. Infatti, l’associazione che aveva preso in gestione il bar del parco, non potendo più permettersi che i tavolini venissero occupati tutti i giorni dagli anziani esclusivamente per giocare a carte (anziani che per altro non consumavano quasi nulla, se non un caffè), decise di impedire le "bische". Fu durante quell’assemblea che la passata amministrazione trovò la soluzione di aprire al pubblico due locali (dietro al bar), che un tempo erano dei Servizi sociali, utilizzati come stanze protette per i colloqui, rimasti allestiti con tavoli e sedie. Il tutto per farci tornare gli anziani. Le chiavi furono consegnate a “qualcuno” (i nomi in commissione non sono stati fatti) che da quel giorno mette a disposizione tavoli e sedie, carte, acqua, bibite, caffè, chiedendo l’offerta di 1 euro. «Fu un'iniziativa presa in campagna elettorale- dichiara Cofrancesco - che non ha nessuna pezza d’appoggio; si vendono bibite senza nessuna ricevuta, non si sa bene chi ha dato le chiavi a chi, e soprattutto in base a quale principio. I gestori del bar e dei wc ci dicono di non avere nessuna competenza su questi due locali, che non rientrano nella loro convenzione, quindi anche se dovesse succedere qualcosa a qualcuno non sapremmo di chi sia la responsabilità. Per questo ho immediatamente scritto al dirigente del settore Fernando Della Pina, il quale mi ha fatto sapere che ha dato mandato alla Polizia municipale di effettuare i controlli al parco, per accertare se ci siano stati affidamenti regolari». «C’ero anche io al sopralluogo al parco fatto con la commissione- dice il consigliere del Pd Stefano Alberti -la situazione va chiarita certamente, perché si tratta di locali pubblici, che vanno gestiti in maniera trasparente. Conosco tutti, giovani e anziani, che bazzicano quel parco e so che fu un problema, anche sociale, quando il bar impedì ai vecchietti di occupare i tavoli giocando a carte. Gli anziani hanno poche certezze, pochi punti di riferimento e in una città che offre così poca assistenza, spesso un parco con due sedie e un tavolo per giocare con i compagni rimane l’unica fonte di serenità; un modo per non lasciarsi sopraffare dalla solitudine e dalla depressione. Detto questo, se posseggono le chiavi per entrare in quei locali qualcuno degli uffici gliele avrà date e forse loro hanno pensato di essere a posto così. Adesso però, troviamo una soluzione lecita che non sia togliere agli anziani della Rinchiostra il loro unico svago pomeridiano». —

Manuela D’Angelo

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