Gioco
Il futuro del Monoblocco, si fa strada l’ipotesi del percorso partecipativo
CARRARA. Sul Monoblocco Claudia Bienaimè difende l’ipotesi della ristrutturazione ammonendo: “Non fidiamoci dell’Asl, chiediamo le carte che certifichino lo stato dell’edificio”. I Comitati, favorevoli alla ristrutturazione, protestano di essere stati esclusi al tavolo con l’Asl e chiedono un percorso partecipativo. L’amministrazione continua a essere dell’avviso di valutare entrambe le possibilità: svuotare il vecchio ospedale e sistemare altrove temporaneamente i servizi durante l’adeguamento sismico di ciascun piano oppure ricostruirne uno più piccolo (5mila mq contro gli attuali 16 mila del Monoblocco, sfruttati oggi per meno della metà con due piani chiusi) nell’area antistante all’edificio per poi procedere alla sua demolizione. Un intervento da 10 milioni di euro complessivi. Se Andrea Vannucci di “Insieme per Carrara”, Massimiliano Bernardi di “Alternativa per Carrara” e Giuseppina Andreazzoli (Psi) chiedono un indirizzo preciso e un’assunzione di responsabilità alla maggioranza pentastellata, Roberta Crudeli (PD) esige il mantenimento dei servizi preservando la sicurezza di lavoratori e utenti e l’attuazione di un percorso partecipativo aperto alla cittadinanza. È stato un confronto acceso quello avvenuto ieri in Commissione sanità tra Claudia Bienaimè, i rappresentanti dei Comitati “Salute pubblica” e “Primo soccorso”, opposizione e maggioranza riguardo al tavolo di martedì 24 settembre sul futuro del Monoblocco, al quale si sono seduti Francesco De Pasquale, i vertici e i tecnici ASL, i primari e i medici della struttura. Bienaimè ha citato uno studio del 2009 che ha evidenziato problemi di vulnerabilità e problemi statici del monoblocco: «L’edificio appare in buono stato. Se c'è un problema di carichi si potrebbe pensare a una destinazione più leggera per parte dell'ospedale, ma l’ultimo studio, risalente al 2017, non è stato ancora consegnato. Ci mancano le carte per valutare».
La presidente della commissione Elisa Serponi e il presidente del Consiglio comunale Michele Palma, entrambi presenti all’incontro con Asl, hanno chiarito che l’alternativa alla demolizione proposta dalla Regione non è la ristrutturazione del Monoblocco, bensì l'adeguamento sismico. «Se i servizi venissero spostati temporaneamente rischieremmo di non garantirne la continuità o peggio di perderli», osserva Serponi. Subito incalzata da Paolo Biagini (Comitato Primo soccorso): «Parlate di trasparenza, ma non ci avete convocato». Gli fa eco Vannucci: «La ricostruzione dell'incontro da parte di Serponi è fumosa: non si capisce chi lo abbia convocato, chi vi abbia partecipato e a che titolo, e soprattutto cosa è stato detto. Io credo che l’Asl sia indempiente, ma il Comune troppo tiepido nel chiedere il rispetto dei patti. L’amministrazione faccia i suoi confronti con personalità esterne al Monoblocco, ma poi prenda una decisione».
Roberta Crudeli propone di mantenere e potenziare i servizi all’interno del Monoblocco tutelando tuttavia la sicurezza del personale e degli utenti: «I capigruppo avrebbero dovuto essere convocati all’incontro con l’Asl. Sono e siamo in favore del mantenimento della struttura, ma aspetto le relazioni tecniche e la direzione generale per decidere. Sottolineo però che la Regione ha preso un impegno. Il centro polispecialistico Monterosso funziona, eroga migliaia di prestazioni all’anno. Per una decisione così importante per la città serve un processo partecipativo». D’accordo con Crudeli il capogruppo M5s Daniele Del Nero, Serponi e Biagini. —
I.R.
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