Il dolore
Solidarietà all’aggredito Ma sull’omofobia è scontro
Sit in spontaneo sotto il municipio, il sindaco Persiani non fa comunicazioni Intanto emergono altri particolari sulla serata: ci sarebbero state altre molestie
MASSA. Solidarietà al giovane massese che sabato sera è stato aggredito con un casco in testa da un altro ragazzo, forse ubriaco, che prima di scagliarsi contro di lui gli ha dato del “finocchio”. Solidarietà da parte di tanti, anche della rete antisessista che aveva organizzato un sit-in sotto il Comune e poi lo ha annullato su sua richiesta: «Mi sento troppo esposto – ha dichiarato il ragazzo – ringrazio tutti per l’attenzione ma ho sporto denuncia alla questura e adesso vorrei lasciare tutto in mano loro». Alla fine in maniera spontanea molti cittadini si sono comunque riuniti sotto il Comune di Massa con uno striscione con su scritto "No omofobia", per manifestare la loro vicinanza al ragazzo e sperando di sentire parole di condanna da parte del sindaco Francesco Persiani e della sua amministrazione, per un episodio di violenza avvenuto in pieno centro storico, di sabato sera, davanti a tanta gente rimasta inerme: un caso anche di sicurezza, dunque, con cui fare i conti.
Anche la Lega di Massa Carrara ha espresso vicinanza al ragazzo, chiedendo però alla sinistra di non strumentalizzare l’accaduto, «cercando di rendere l'amministrazione leghista indirettamente responsabile dell'episodio omofobia». Il consiglio comunale è iniziato come di consueto con l'inno nazionale e con il Pd uscito fuori dall'aula : poi il presidente Stefano Benedetti ha detto, con grande stupore dei presenti, che non c'erano comunicazioni né del sindaco, né della presidenza. Insomma in consiglio comunale non è il sindaco Francesco Persiani a prendere posizione, come in molti si aspettavano, ma il consigliere del Pd, Stefano Alberti, a iniziare un dibattito, spronando i colleghi a parlare. «L’amministrazione e il sindaco avrebbero dovuto prendere le distanze da questo grave fatto omofobia- dice –Alberti- invece tacciono».
«Occorreva – commenta Luana Mencarelli del Movimento 5 Stelle- che l’amministrazione all’epoca del gay pride desse un messaggio di educazione, appoggiando l’iniziativa. Un messaggio che sarebbe arrivato anche ai giovani della città di Massa».
Intanto i particolari sulla notte di sabato aumentano: pare che il gruppo di “ bulli” di cui faceva parte l’aggressore fosse ubriaco da ore e che i locali del centro abbiano fornito da bere anche a minorenni. Inoltre pare che avessero già molestato un altro ragazzo prima dell’episodio del casco, e che lo stesso aggressore abbia colpito con un pugno in pieno viso un coetaneo, senza apparentimotivazioni. Insomma, l'episodio diventa anche un caso di sicurezza cittadina, e di cultura della non violenza, tanto che il consigliere della Lega Frugoli prova a supporre che non si sia trattato realmente di un caso di omofobia, ma del delirio di un ubriaco, che aveva appunto già molestato anche altri ragazzi (non gay). Insomma, in consiglio scoppia la polemica. La seduta è stata sospesa su richiesta del consigliere Alessandro Amorese di Fratelli d'Italia, per provare a stendere un documento condiviso che prendesse le distanze dall’episodio di violenza. Ma la questione è delicata. Il sindaco ha preferito aspettare che i consiglieri uscissero dalla commissione capigruppi con una risoluzione, prima di decidere se intervenire o no davanti ai cittadini. —
Manuela D'Angelo
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