Sicurezza
Strage di Mommio: «La Germania risarcisca i parenti delle vittime»
I familiari dell’eccidio del ’44 scrivono al presidente Rossi. «Denunciamo l’ambiguità dei finanziamenti tedeschi»
FIVIZZANO-. Anche i familiari delle vittime della strage nazifascista di Mommio a Fivizzano - avvenuta tra il 4 e il 5 maggio 1944 e che fece 22 vittime, 20 anni il più giovane, 68 il più vecchio - hanno firmato una lettera aperta al presidente della Regione Enrico Rossi, per chiedere nuovamente giustizia per i caduti, anche e soprattutto sottoforma di risarcimenti ai familiari, che mai sono arrivati dalla Germania nonostante le sentenze. La lettera “denuncia l’ambiguità dei finanziamenti tedeschi per commemorazioni e prodotti memoriali, e chiedono il sostegno degli amministratori locali e del governo”.
A sottoscrivere la missiva anche i familiari delle vittime degli eccidi del Padule di Fucecchio e di Cefalonia.. “A partire dal 2008, e soprattutto col 2012 - si legge - il comportamento delle istituzioni e dell’informazione, nei nostri confronti, è cambiato in un modo che ci sembra assurdo e ingiustificato. Fino a quell’epoca le istituzioni erano con noi, come parti civili, nei processi penali contro i criminali nazisti. Per esempio, per la strage del Padule, erano parti civili la Presidenza del consiglio, la Regione Toscana, otto Comuni colpiti, associazioni e familiari. Per la strage di Mommio erano parti civili la Regione, la Provincia di Massa Carrara e il Comune, oltre ai familiari. L’Avvocatura dello Stato era con noi, contro la Germania. E questa era la situazione un po’ per tutte le stragi a giudizio. Anche per le deportazioni erano stati fatti passi avanti, sin da una sentenza della Cassazione del 2004”. Poi qualcosa è cambiato: “Nel 2008 la Germania, pressata dalle condanne in Italia, in sede sia penale che civile, si è rivolta alla Corte internazionale di giustizia, all’Aia, che nel 2012 ha tenuto indenne lo Stato tedesco da ogni condanna patrimoniale, per stragi come per deportazioni. Benché la Germania hitleriana abbia occupato l’Italia commettendo le peggiori infamie, l’immunità degli Stati ne è uscita intoccabile. Proprio dopo il 2008 la Germania ha istituito il cosiddetto Fondo italo-tedesco per il futuro, con cui un po’ alla volta – su richiesta degli amministratori locali e dei privati – come un ambiguo elemosiniere ha elargito somme per iniziative riguardanti i suoi crimini: si tratta di libri, siti Internet, realizzazioni o restauri di monumenti, convegni eccetera. Sono importi modesti e non vanno mai alle famiglie delle vittime, ma promuovono l’immagine degli enti e della Germania”.
Questa è la beffa per i familiari, che nella lettera avanzano alcune richieste: “L’Avvocatura dello Stato cessi immediatamente di posizionarsi in favore della Germania nei processi intentati per i crimini nazisti. Al centro delle iniziative antifasciste e antinaziste sia posta la richiesta di giustizia per le vittime e i loro familiari. A fronte di quasi trentamila vittime nelle stragi, sono stati celebrati appena una ventina di processi, con poche condanne a ergastoli non eseguiti. Attualmente, due o tre condannati sono vivi, in Germania. È dovere dello Stato far scontare le pene. Chiediamo con forza, in particolare alle amministrazioni locali, di aiutare in ogni modo possibile i cittadini che hanno diritto al risarcimento, per stragi come per deportazioni. Chiediamo anche che la Regione Toscana, la più colpita dalle stragi, si rivolga al Governo affinché sia presentata alla Germania una richiesta formale di risarcimento. Persino la sentenza dell’Aia del 2012, che dava ragione a Berlino, ammetteva che l’esito era discutibile e suggeriva di intavolare trattative”. L’appello è per tremendi lutti che certo non si dimenticano, anche se a distanza di 75 anni. Queste persone meritano risposte. —
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