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Pace e difesa dell’ambiente premiati al “Città creativa”

Irene Rubino
Pace e difesa dell’ambiente premiati al “Città creativa”

Alla cooperativa scultori di San Martino la cerimonia del concorso dei club Unesco Vincono L’Orso del giovane tedesco Roman Deess e le Ali di Marika Ricchi

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carrara. Pace ed ecologismo: questo il tema delle due opere premiate nella serata di sabato scorso alla cooperativa scultori di Carrara in conclusione della quinta edizione del “Premio Carrara Città Creativa. Forum internazionale di giovani scultori del marmo a Carrara. Le voci dell'arte: pace, fratellanza, solidarietà” organizzato dal Comune di Carrara e dal Club Unesco "Carrara dei Marmi".

Tra i sei finalisti sono stati selezionati rispettivamente “L’orso” del tedesco Roman Deess, studente d’arte in Germania e Friburgo, per la sezione stranieri, e “Ali” di Marika Ricchi, studentessa di scultura prima all’accademia di Bologna e poi a Urbino, per la sezione italiani. I due giovani hanno ricevuto in premio un flessibile.

Deess ha raffigurato un orso polare, una delle specie minacciate dal cambiamento climatico: «Il mondo si riscalda, i ghiacciai si sciolgono: il messaggio che volevo dare era quello di stare attenti alla conservazione del nostro pianeta». Roman è arrivato a Carrara tramite un progetto Erasmus: «È stato bello lavorare qui, vedere un gruppo di artigiani che lavora ad altissimo livello».

Maria Paola Azzario, vice presidente della federazione europea dei club e centri per l'Unesco e membro della giuria, ha commentato: «Abbiamo abbracciato il valore che di questi tempi ci sembrava più attuale. Abbiamo tutti riconosciuto in questo desiderio di preservare l’orso polare quello di proteggere il clima. Così premiamo l’attenzione alle conseguenze del cambiamento climatico in un momento in cui sono i giovani come Greta a indicarci la strada».

Marika afferma di essersi rifatta alla classica iconografia della pace religiosa per le sue “Ali”: «Raffigurandole appese al contrario, ho cercato di dare la mia percezione della contemporaneità. Viviamo in un momento in cui non c’è pace. Ho cercato poi di non fermarmi all’oggetto scultoreo, ma di dare alla mia opera una connotazione installativa». Teresa Gualtieri, presidente della federazione italiana del Club e dei centri per L’Unesco e membro della giuria, ha spiegato le ragioni della premiazione: «Le ali ci mostrano la ricerca della libertà in una rinnovata composizione sociale. Oggi i contrasti sono tanti, ma si lavora per la pace: la corda frena le ali che comunque cercano di volare». Alla premiazione hanno partecipato anche gli altri membri della giuria: Maria Grazia Passani, la presidente del Club per l’Unesco di Carrara, la storica dell’arte Luisa Passeggia e il curatore di mostre Filippo Rolla. Presente anche l’assessora alla cultura Federica Forti. I ragazzi sono stati seguiti nel loro percorso da tre studi di scultura: la Cooperativa scultori di Carrara, Sgf sculpture & design e lo studio Marmore. I blocchi sono stati forniti dalla ditta Cotacchi Marmi. —

Irene Rubino

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