Finanza
Sgominata rete dello spaccio tra gli edifici abbandonati
Denunciati in quattro, nascondevano la droga tra le strutture in rovina Avevano dei precedenti, uno di loro è stato espulso perché irregolare
massa. Gli stavano dietro da un po’, anche perché invisibili di certo per la polizia non lo sono mai stati. Avevano precedenti per spaccio e qualcosa nei movimenti degli ultimi giorni faceva pensare che non si trattasse di una vita messa da parte. E così, dopo appostamenti e osservazioni, gli uomini della squadra mobile hanno concluso un’operazione antidroga a carico di quattro persone, che utilizzavano le case dismesse alla Partaccia e dintorni come base operativa per lasciare la droga che poi andavano a prendere per rivenderla a dosi.
L’attività condotta dagli uomini della sezione ‘Narcotici’ della squadra mobile, con il supporto di equipaggi del reparto prevenzione crimine provenienti da Firenze e di unità cinofile specializzate della polizia di stato, ha portato al fermo dei quattro soggetti che sono stati sottoposti a rilievi segnaletici.
Gli agenti sono partiti all’inizio da diverse situazioni di microspaccio dove hanno evidenziato spostamenti anomali di soggetti già conosciuti nell’ambiente del sottobosco criminale apuo-versiliese.
Tutte le attività partono dal programma dei controlli estivi, disposti dal questore della provincia di Massa-Carrara Giuseppe Ferrari, effettuati nella zona marinara della Partaccia e da attività investigative svolte durante questo periodo con la finalità specifica di contrasto al fenomeno dello spaccio.
Il modo di operare era piuttosto comune, già visto per chi indaga nel mondo dello spaccio di droga da strada apuano.
La possibilità di fruire di una serie di strutture abbandonate, ormai in stato di decadenza avanzato, fa sì che gli spacciatori abbiano delle sorta di zone franche dove operare nascoste dagli occhi. Un intrico di erbacce, rovi e parti di edifici crollate o semi crollate, che permettono di conservare lo stupefacente senza doverselo portare dietro. Per andare a rifornirsi all’eventualità.
In particolare dalle parti di via Baracchini sono tenuti costantemente sotto osservazione dagli investigatori alcuni degli edifici dove normalmente, con cadenza ciclica, gli spacciatori fanno base per i loro traffici.
Importante per lo svolgimento di questa operazione è stato l’ausilio dei cani antidroga, che hanno permesso agli agenti di seguire le piste giuste per trovare lo stupefacente. Altrimenti sarebbe stato come cercare un ago in un pagliaio, considerato il caos che regna in quella zona.
Il vicequestore Antonio Dulvi Corcione, che dirige la squadra mobile, commenta con soddisfazione l’esito dell’operazione: «È frutto del lavoro di prevenzione e contrasto che come polizia portiamo avanti. L’osservazione e la conoscenza del territorio hanno fatto il resto».
Dall’inizio dell’estate appena trascorsa e durante tutto il corso delle attività svolte dagli uffici di polizia preposti al contrasto del fenomeno di spaccio di sostanze stupefacenti, tra servizi investigativi e controllo del territorio, sono stati recuperati complessivamente circa 13 chili di sostanza stupefacente tra cocaina, eroina ed hashish ed in più sono state arrestate undici persone e denunciate a piede libero altri tredicisoggetti. —
L.R.D.
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