Il Tirreno

dopo la scissione 

Bugliani: «Pd, io resto Renzi che se ne va è un impoverimento per il partito»

R.M.
Bugliani: «Pd, io resto Renzi che se ne va è un impoverimento per il partito»

Intervista al consigliere regionale dopo che l’ex premier ha annunciato la nascita di Italia Viva sulla scena politica

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massa. Matteo Renzi lascia il Partito Democratico e gli equilibri interni al Pd cambiano. Giacomo Bugliani consigliere regionale del Pd, renziano della prima ora, spiega la sua posizione e dichiara che resterà all'interno del partito e non aderirà a Italia Viva.

Renzi ha detto addio al PD, fondando Italia Viva. Cosa pensa di questa decisione? «Credo che ogni separazione, ancorché consensuale, rappresenti sempre un impoverimento, tanto per chi se ne va quanto per chi resta. La costruzione di una comunità unita è un’operazione estremamente complessa, che comporta una pratica quotidiana dispendiosa e quasi “ostinata”. Per questo mi dispiace che Matteo Renzi se ne vada, perché penso che il mondo che lui rappresenta sia una parte importante di questa comunità politica e che di questo mondo il PD, continui ad avere bisogno».

Lei si è sempre stato vicino a Renzi e soprattutto ha sempre voluto il rinnovamento del Pd. Cosa farà adesso? «Tutta la mia esperienza politica si è svolta tra le file del Partito Democratico. Qui sono nato qualche anno fa e qui voglio rimanere, perché la comunità democratica, più di ogni altra, rappresenta i valori e gli ideali a cui mi sono sempre ispirato. Ricordo quando una decina di anni fa partecipai, da semplice militante, alla prima Leopolda a Firenze. Uscivo da una bellissima esperienza, costruita con altri ragazzi, che aveva dato vita ai “Giovani dell’Ulivo” e rimasi colpito da quel giovane sindaco fiorentino che ambiva a una rigenerazione, dall’interno, della classe politica del Pd. E ho sempre seguito, senza tentennamenti, questa linea di rinnovamento con coerenza e dedizione: questo perché credo che le vere rivoluzioni si possano fare solamente dall’interno di un movimento politico, utilizzando gli strumenti democratici che ogni partito mette a disposizione dei suoi iscritti. E questo è quello che ho provato a fare anche io nella mia Provincia. Sono stato per anni in un partito nel quale, a livello locale, ero in assoluta minoranza (a tratti forse anche solo), un partito che non consentiva neppure una libera manifestazione delle proprie idee e che sapeva anche “punirti” se dimostravi di avere consenso tra la gente. Oggi il PD di Massa Carrara è ben diverso e credo di aver contribuito in modo significativo a questo percorso di rinnovamento, anche e soprattutto con la mia elezione al Consiglio regionale. Qui rimango, perché qui sto bene e questa è la comunità che ho contributo a costruire negli anni».

Quindi resta nel PD? «Non basta dire che resto nel Pd. Bisogna dire che si sta nel Pd per farlo rinascere come forza politica capace di rappresentare, unitariamente, i valori del centrosinistra. L’altra sera c’è stata una riunione molto partecipata di persone che da tempo condividono il mio percorso politico e a loro ho detto che restiamo nel Pd perché questa comunità ha bisogno di noi e perché dobbiamo preservare l’identità vera del Partito Democratico. E’ sbagliato pensare che si possa riportare il centrosinistra indietro di vent’anni e che si possa ricostruire il dualismo tra sinistra e centro. Non solo perché la politica è cambiata moltissimo in questi anni, ma anche perché sono convinto che i cittadini, stanchi dei tatticismi parlamentari e degli slogan, sapranno capire chi compie scelte di coerenza e chi prova a dar loro risposte ai problemi con cui la gente si confronta ogni giorno». — R.M.

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