Il Tirreno

il personaggio 

«Nei bacini da 40 anni, al monte io do del tu»

Alessandra Vivoli
«Nei bacini da 40 anni, al monte io do del tu»

Franco Barattini, il “capo” ha coordinato la varata a Bettogli «Ai giovani dico, per lavorare qui dove fare tanti sacrifici» 

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carrARA. Il regista Yuri Ancarani lo ha voluto, qualche anno fa, come protagonista del suo film girato alle cave “Il capo”.

E, nella vita il ruolo di capo, capo cava per la precisione, Franco Barattini, se lo è guadagnato sul campo. In quarant’anni di lavoro al monte, quel monte a cui ora dà del “tu”.

Ieri mattina è stato proprio Barattini, 59 anni e nessuna voglia di andare in pensione («la mia vita è qui, sarà difficile stare lontano») a dirigere la varata di 500 tonnellate di marmo bianco, abbattuto con l’utilizzo di due escavatori.

Barattini ha visto il difetto del materiale, e, con un colpo di teatro (a cui sono stati tributati gli applausi di giornalisti e addetti ai lavori durante il tour organizzato dalla Marbloe way) ha spezzato il blocco in due, in modo da poter procedere al ribaltamento della bancata in tutta sicurezza.

Segreti del mestiere. Cose all’ordine del giorno per chi la pancia del monte la conosce come le proprie tasche.

«Prima di fare una varata le bancate vanno lavate - spiega Franco Barattini - A quel punto un occhio attento i difetti li vede. E solo allora si sceglie come procedere. Mettendo sempre al primo posto la sicurezza».

Ecco allora che la manovra può cambiare, anche all’ultimo momento. Perché questo è il fattore di imprevedibilità legato a un mestiere che, assicura Barattini, ti entra nel sangue.

«Non è facile diventare un capo cava - ammette - E ai giovani mi sento di dare un consiglio: se non siete pronti a fare sacrifici, tanti sacrifici, non prendetela nemmeno la strada del monte».

«Quando la mattina si viene in cava a lavorare bisogna essere attenti, se ti dico di non passare rasente a un costone non lo devi fare: qui le disattenzioni non sono ammesse. Proprio per questo io, in quarant’anni di lavoro, non sono mai andato a letto dopo le nove, nove un quarto. Anche in estate, quando magari è bello andare a fare un giro a Marina, a bere una cosa con gli amici. No, io alle nove vado a letto, e la mattina alle cinque sono in piedi. Il monte vuole serietà e impegno: chi sceglie di lavorare in cava queste cose deve saperle».

E al monte, sottolinea Barattini, si comincia dal basso. «I nuovi devono guardare e imparare, cominciare da qualche taglietto - spiega - Bisogna conoscere bene il monte e il marmo, solo così si può diventare un cavatore. oggi ci sono le segatrici, le “terne” come le chiamiamo noi: rendono il lavoro più semplice, ma lo faranno anche calare il lavoro. Ma non è così che si diventa cavatori veri, il marmo lo devi conoscere bene, gli devi dare del tu».

Franco Barattini quello che sa lo ha imparato qui, nei bacini delle Apuane. Il suo ormai è un “nome”, una garanzia. «Qui c’è gran parte della mia vita, non riesco a pensarmi lontano da queste montagne». —

Alessandra Vivoli

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