Gioco
«Lavori fatti male al fosso Cocombola di Massa: si allaga il mio garage»
La protesta di Ivo Guerrini: i problemi sono iniziati nel 2016 L’uomo ha installato un sistema di pompaggio per l’acqua
MASSA. È in previsione della prossima stagione invernale e del suo carico di acquazzoni che Ivo Guerrini, 73 anni, lancia di nuovo un allarme che tra l’altro è oggetto di un secondo esposto presentato in tribunale a Massa (il primo, del 2016, è stato archiviato). Ovvero il rischio allagamento della sua casa di via del Melaro, zona di Romagnano, traversa dell’Aurelia. Il pensionato ha installato nella sua proprietà tre pompe per scaricare l’acqua nella fognatura e verso i canali di scolo della strada- «la bolletta della luce mi costa ogni mese invernale 150 euro in più», dice - proprio per evitare che scantinato e garage possano allagarsi (anche di sabbia e fango), come successo nelle alluvioni del 2012 e 2014, ma quelli erano eventi eccezionali.
A parere dell’uomo, la causa dell’acqua che tracima e invade la sua abitazione - “salvata” soltanto dall’azionamento del sistema di pompaggio - sarebbero i lavori «fatti male o fatti al risparmio» di risagomatura del letto del fosso Cocombola, che scorre a 50 metri dalla villetta di Guerrini. L’opera idraulica, realizzata tra il 2015 e il 2016, è stata appaltata dal Comune di Massa alla Coaf di Villafranca, poi subappaltata alla Ediltecnica. «Hanno posizionato delle palancole innestate una dentro l’altra, ’dimenticandosi’ i fori per il deflusso dell’acqua. Quindi l’acqua è come rinchiusa, ristagna. Tra l’altro, nel tratto del fosso che costeggia l’Aurelia hanno innalzato muri in cemento armato: qui infatti non hanno potuto mettere le palancole vista la grande quantità di rifiuti edili e di marmo interrati, scoperti dai carabinieri forestali in un terreno di 2500 metri quadrati a me confinante».
Ancora Guerrini: «Dopo questi lavori ho dovuto installare un sistema di pompaggio per cercare di evitare danni seri. La falda acquifera profonda 13 metri e mezzo si è alzata di oltre un metro. Significa che io sotto casa ho una voragine che prima o poi si aprirà, e già oggi ho subito grossi danni alle fondamenta. Poi basta guardare la condizione del mio cortile, con le piastrelle in cotto che sono saltate in più punti e completamente rovinate». «Come non bastasse - prosegue il 73enne - dal terreno confinante di proprietà di privati, dove sono venuti fuori i rifiuti interrati, arrivano animali di ogni genere, grossi topi e ratti. I loro escrementi sono sparsi in tutto il mio giardino».
Rischio allagamenti nel periodo delle piogge, tanfo e odore a volte nauseabondo durante la stagione estiva, colpa dell’acqua che ristagna e diventa melma, invece di defluire come dovrebbe. Le carte sulla questione sono comunque in Procura. —
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