Sicurezza
Carrara, il Comitato in piazza per il Monoblocco. Il sindaco: «Faremo incontri aperti a tutti»
De Pasquale disponibile al confronto: «Ma ora non è tempo». I rappresentanti dei cittadini: fate l’adeguamento sismico
Per il Monoblocco di Carrara si profila un “autunno caldo”: il comitato “Primo Soccorso e Urgenza” scende in piazza per dire un'altra volta “no” all'abbattimento dell'edificio auspicando, per la struttura, la strada dell'adeguamento sismico. Intanto il sindaco Francesco De Pasquale rassicura che i tavoli tecnici interesseranno tutti i soggetti. Dopo la nota di ieri in cui dal gruppo Primo Soccorso rimarcavano il disappunto per le “porte chiuse” al primo tavolo tra Asl Toscana Nord ovest e amministrazione comunale (con i primari del Monoblocco), il comitato non ci sta e rilancia con una manifestazione davanti al Comune martedì alle 14, nel giorno della riunione.
Il sindaco: «Confronti a mente sgombra». Sui tavoli e sulle modalità è intervenuto nel frattempo il sindaco De Pasquale che ha precisato alcuni aspetti. «Gli incontri sul Monoblocco si faranno con tutti. Martedì sarà il primo di una serie con i portatori d'interesse. Questo sarà fatto con i primari che lavorano nella struttura per conoscere il loro punto di vista, da chi ci vive tutti i giorni, sulla vicenda. Seguiranno gli incontri con infermieri, personale e così via». E il sindaco non chiude neppure a un'ipotetica «consultazione» con la cittadinanza, ma per ora i tempi non sono ancora maturi per delineare vari scenari perché, spiega, è ancora «tutto in divenire». C'è di più.
«Né l'Asl, né l'amministrazione hanno preso una decisione definitiva. Sarà presa al termine degli incontri e dopo aver valutato le opzioni sul tavolo. I comitati invece sembrano aver già preso una decisione (l'adeguamento, ndc): invito tutti a fare un passo indietro, visto l'argomento, e ragionare a mente sgombra, aperta, anche perché la questione va affrontata da un punto di vista tecnico», suggerisce De Pasquale, prima di concludere. «Dobbiamo valutare i “pro” e i “contro” di entrambi i casi. Vogliamo andare verso una soluzione meno impattante, meno problematica ed efficiente per la salute della collettività. In qualsiasi caso poi i tempi dovranno essere rapidi. Siamo ancora in attesa di un atto formale della Regione per gli stanziamenti aggiuntivi che servono per entrambe le opzioni e che l'assessore Saccardi si è impegnato ripetutamente a darci (oltre ai 10 milioni di euro già stanziati dalla Regione, ndc)». Comitato in piazza: ecco le ragioni. Con una nota articolata dal gruppo carrarese fissano alcuni concetti che porteranno martedì in piazza.
«Il motivo addotto da alcune persone ai vertici di Asl per demolire il Monoblocco è che l’edifico non sarebbe in regola con le disposizioni vigenti in materia antisismica. Sulla base di questo viene quindi proposto di costruire una nuova struttura davanti al piazzale, con una volumetria 3 volte inferiore a quella dell’attuale Monoblocco. Da uno spazio degli attuali 15 mila mq, si passerebbe ai circa 5 mila mq della nuova palazzina. È evidente che riducendo gli spazi non si potrà mai completare l’ampliamento dei servizi sanitari offerti alla cittadinanza previsti e sottoscritti nel Piano Attuativo Locale Pal», fanno notare dal “Primo Soccorso e Urgenza”. «Già nel 2009 era noto che il Monoblocco non fosse in regola con le leggi antisismiche, poiché all’epoca della sua costruzione non esistevano le attuali normative, ma non è mai venuto in mente a nessuno di demolirlo, tanto che, anche dopo la costruzione del Noa, il Monoblocco è stato oggetto di numerosi interventi di ristrutturazione e adeguamento con un ingente impiego di denaro pubblico». E allora ecco «le moderne sale operatorie oggi attive nel Monoblocco, costate milioni di euro, inaugurate ufficialmente nel gennaio 2017».
Il rischio pronosticabile, secondo il comitato, è quello in caso di demolizione e ricostruzione ex novo di dover fare i conti con tempi biblici e spreco di denaro pubblico, dopo gli investimenti già fatti su una struttura destinata poi alla demolizione. Ecco perché chiosano: «Carrara ha già pagato fin troppo in materia di assistenza sanitaria con la perdita del proprio ospedale. È tempo di pretendere quello che è stato promesso. I servizi territoriali che servono i cittadini dell’intera provincia, non solo di Carrara, devono rimanere ed essere potenziati all’interno del Monoblocco: Casa della salute, Punto di Primo Soccorso, Ospedale di comunità, Day Hospital Oncologico, Day Hospital Chirurgico, Radiologia e Radiodiagnostica con l’utilizzo della Risonanza Magnetica che giace ancora ferma nel vecchio ospedale di Massa, mantenimento e potenziamento del servizio di Radioterapia nell’ex ospedale civico», concludono. —
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