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Un’estate grigia a Massa: presenze in calo del 20%. «Colpa di meteo e divieti di balneazione»
Buoni numeri soltanto in agosto, prevale il turismo del fine settimana, gli operatori chiedono più iniziative sul territorio
MASSA. Con i primi suoni delle campanelle nelle scuole, la stagione estiva è ormai terminata. L'estate massese 2019 si è conclusa, ma gli operatori turistici non si ritengono soddisfatti e dichiarano di avere avuto perdite rispetto all'anno scorso anche del venti per cento. Il maltempo di maggio e giugno, i divieti di balneazione (provvisori) in alcuni tratti della costa e le poche attrattive sono, secondo gli addetti ai lavori, le cause principali di una stagione estiva difficile. «Sicuramente il bilancio del 2019 è negativo, c'è stato un calo di presenze che si assesta tra l'8% ed il 10 % che nonostante i buoni numeri di agosto e di questo inizio settembre, non si riuscirà a recuperare, dichiara Matteo Tarabella, presidente Assocamping Toscana Nord. Un trend negativo, prosegue «a cui ha contribuito senz’altro il maltempo, che ha condizionato i primi mesi della stagione estive e di cui le nostre strutture che vivono di turismo all'aria aperta risentono in maniera particolare del meteo. Altro fattore determinante è stata la qualità delle acque: nella zona dei campeggi abbiamo avuto un prolungato divieto di balneazione che unito all'allarmismo creato con la situazione delle falde acquifere contaminate dai veleni della ex zona industriale, ha portato inevitabilmente a parecchie disdette. Inoltre bisogna considerare anche la situazione economica generale del nostro paese, infatti mentre le presenze straniere hanno subito solo un lieve calo, le perdite più gravose si registrano tra i clienti italiani. Questa diminuzione di presenze e quindi di fatturato, non ha avuto impatto diretto a livello occupazionale all'interno dei campeggi, ma sicuramente ne avrà risentito tutto l'indotto».
Un grido d'allarme per le perdite subite, arriva anche da Confcommercio: «Il bilancio è in chiaro - scuro, più sullo scuro purtroppo - spiega Giuseppe Pieretti presidente provinciale Confcommercio - perchè paghiamo il conto del brutto tempo di maggio giugno e dei primi giorni di luglio che sono stati insoddisfacenti, sai per il clima che per il flusso di turisti. Il movimento è iniziato dal 10 di luglio e c'è stato un discreto lavoro solo fino al 20 di agosto. Poi il fatturato è assolutamente, per quanto riguarda il commercio, scarso. Il vero problema è che non siamo competitivi con il resto delle altre realtà turistiche, non offriamo praticamente più niente dal punto di vista delle iniziative di intrattenimento, quello che è stato fatto lo dobbiamo al lavoro dei Ccn di Massa e Marina. Non c'è alcun tipo di collegamento con le realtà culturali e paesaggistiche del territorio, a parte un paio di eccezioni come il marmo tour alle cave o le escursioni in montagna organizzate delle associazioni. Non si fa inoltre sinergia con i comuni limitrofi, e poi la città in troppe occasioni si è presentata sporca». Secondo Pieretti, il mare non basta: «Dobbiamo valorizzare anche altre risorse come le montagne e il centro storico, è impensabile puntare tutto sulla spiaggia. Bisogna richiamare sportivi con manifestazioni sulle Apuane, organizzare delle fiere turistiche in giro per l'Italia e all'estero per promuovere la provincia. Per la prossima estate, il comune deve già iniziare a lavorare su questi temi».
Anche il turismo balneare quest'anno ha sofferto, rispetto agli anni scorsi, registrando un calo del 20% di presenze e di conseguenza di indotto. Le vacanze dei turisti sempre più corte e last minute, hanno garantito il pieno sul litorale quasi esclusivamente nei fine settimana di luglio e agosto, bel tempo permettendo. «Non siamo riusciti a bilanciare le perdite dei mesi di maggio e giugno - afferma Lorenzo Marchetti di Cna Balneatori - solo il sabato e la domenica c'era gente in spiaggia. La crisi economica continua a farsi sentire, quasi tutti ormai si portano il mangiare da casa e anche al bar si acquista giusto il gelato». —
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