Il Tirreno

i corsi di italiano per stranieri 

«Troppo commerciale la proposta di Casa Betania»

«Troppo commerciale la proposta di Casa Betania»

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CARRARA. C’è anche un altro capitolo aperto relativo all’Accademia, una vicenda che al momento è bene precisare non ha alcun coinvolgimento nell’inchiesta in corso. Riguarda i corsi di italiano per stranieri. Si tratta di una lettera inviata dal rettore dell’Università per Stranieri di Siena, professor Pietro Cataldi, lettera inviata al direttore Luciano Massari. Una lettera in cui il rettore esprime preoccupazione relativamente all’Accordo di cooperazione «che abbiamo sottoscritto e che molto mi ha rallegrato. Conosco bene il prestigio dell’Accademia che lei dirige, e d’altra parte sicuramente non le è ignoto il rilievo che l’Università per stranieri di Siena ha nel campo dell’insegnamento italiano (oltre 6000 studenti Marco Polo – Turandot in questi ultimi dieci anni credo siano un dato unico nel panorama nazionale)».

Per un corretto funzionamento dell’Accordo - fa notare il rettore di Siena - è tuttavia necessario che il campo sia libero da equivoci di tipo commerciale». Il riferimento, aggiunge, è al «messaggio che abbiamo ricevuto da “Casa Betania” (peraltro meritevole in altri ambiti di intervento) in merito alla gestione (che vorrebbero autonoma e dunque estranea al nostro accordo, ma appoggiata alla nostra legittimazione istituzionale!) di un gruppo di studenti cinesi, e che mi permetto di allegarle, ha invece tutti i tratti di una confusione: nelle prerogative, nel tono, nel piglio diciamo entrante, nelle spigliate formule allocutive e soprattutto mette vistosamente in primo piano la questione commerciale. Temo che questo modo di gestire le cose danneggi in modo significativo gli studenti coinvolti e le nostre due istituzioni, e di certo non è, in questi termini, accettabile per noi».

«Le chiedo quindi di concordare una linea di rigore e di dignità culturale, e le chiedo di collaborare per realizzarla», aggiunge il rettore.

E prosegue: «Non mi sfuggono gli aspetti anche commerciali che purtroppo presiedono a questo ambito di intervento, ma non vorremmo cedere al Far-West cui spingono situazioni come quella che si manifesta nel messaggio che abbiamo ricevuto. Proviamo a essere realisti, facendo pesare il prestigio della nostra istituzione, la qualità della formazione che possiamo assicurare e i nostri contatti istituzionali. Questo è lo spirito dell’Accordo che abbiamo appena sottoscritto e sono certo che questa sia anche la prospettiva della prestigiosa Accademia che lei dirige. Va da sé che siamo dunque disponibili a trovare una mediazione che non escluda vostri partner terzi, ma non nei termini che “Casa Betania” propone».

Da specificare che il Tirreno non è in possesso della proposta di Casa Betania, ma solo della lettera del rettore dell’Università per Stranieri di Siena. —

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