Il Tirreno

il caso 

Preiscrizioni in Accademia a Carrara, spunta l’intermediario cinese

M.B.
Preiscrizioni in Accademia a Carrara, spunta l’intermediario cinese

Esplosiva lettera della direttrice amministrativa: «Bisogna bloccare tutto. A quale titolo si è trattenuto quasi 40mila euro versati dai suoi connazionali?»

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CARRARA. All’Accademia di Belle Arti di Carrara esplode il caso dei corsi estivi e dell’intermediazione con gli studenti cinesi. A far deflagrare il caso, una lettera indirizzata da parte del direttore amministrativo facenti funzione dell’Accademia stessa, la dottoressa Giuseppina Recetano, indirizzata al presidente dell’istituzione cittadina, alla direzione del Ministero Miur (Istruzione, Università), ai revisori dei conti ai componenti del consiglio accademico e ai componenti del Consiglio di amministrazione. . Tutto parte, spiega la dottoressa, da una mail ricevuta a fine agosto da parte di un cittadino cinese: nella mail, si segnalava l’avvenuto accredito all’Istituzione di una cifra di 21mila euro. Questo accredito, irrituale, l’ha spinta a chiedere informazioni su chi fosse il cittadino cinese che aveva fatto i bonifici: si è sentita rispondere dal direttore Luciano Massari, così riferisce nella lettera, che sarebbero quote di iscrizioni per la Summer School. A fronte di tale risposta, osserva, è rimasta allibita: e ricorda che non c’è alcuna norma che preveda che un privato possa riscuotere soldi, tanto più in assenza di un regolare contratto, a nome dell’Accademia soprattutto per iscrizioni a corsi; l’unico caso possibile, ricorda, sarebbe quello di una società incaricata con regolare contratto di recupero crediti, ma non è questo il caso.

Il direttore Massari avrebbe poi aggiunto che si tratterebbe di una Associazione che si occupa di accoglienza. Ma anche in quel caso, ha ribattuto la direttrice Recetano, mai può riscuotere soldi a nome dell’Accademia.

Nei giorni successivi, uno studente cinese si è presentato in Accademia per chiedere come mai fosse stato mandato alla Padula. La dottoressa ha colto l’occasione per chiedergli perché mai invece di versare le quote di iscrizione sul conto corrente dell’Accademia, l’avessero fatto sul conto del cittadino cinese. La risposta è stata che lo facevano perché lo chiedeva il cinese stesso sulle loro mail personali. Alla diretterice è così stata girata la mail originaria, e ha scoperto che nella mail inviata ai primi sedici studenti preiscritti all’Ambasciata di Pechino c’erano due allegati, senza timbro né firma di responsabile. Il primo allegato – riferisce la direttrice amministrativa nella sua missiva – è “Procedura per effettuare l’iscrizione del corso estivo dell’Accademia di Belle Arti di Carrara”; il secondo è un modulo di iscrizione. Ma, fa notare ancora la dottoressa Recetano, questi allegati non sono istituzionali e non sono stati trasmessi dall’Accademia. Si ricorda inoltre che le preiscrizioni sono già fatte alle Ambasciate italiane in Cina (Progetto Turandot e Progetto Marco Polo).

Sempre nel primo allegato della mail inviata dal cittadino cinese agli studenti, viene chiesto agli studenti cinesi stessi di versare 3. 800 euro, su quattro conti a scelta, due intestati a lui, italiani, e due di cui non si rileva l’intestatario, cinesi. Da questa circostanza, la direttrice ipotizza che gli studenti avrebbero versato al cittadino cinese non i 21mila euro girati all’Accademia, ma 3. 800 euro per sedici, cioé 60.800 euro, di cui il cinese si sarebbe trattenuto 39. 800 euro.

La direttrice si chiede fra l’altro come il cittadino cinese abbia fatto ad avere i nomi dei preiscritti e le loro mail. E comunque, i soldi trattenuti dal cittadino cinese sarebbero a titolo di una accoglienza non prevista e non dovuta, e non deliberata da un contratto legittimo. In definitiva, la direttrice chiede di bloccare immediatamente la trasmissione di questi moduli agli studenti cinesi da parte del cittadino che si presenta come rappresentante dell’Accademia. Cittadino cinese che, aggiunge, non doveva avere la mail personale degli studenti perché sono dati sensibili trasmessi all’Accademia dalle ambasciate italiane in Cina.

Ad oggi, conclude, ci sono 76 preiscritti cinesi (oltre alle decine e decine cinesi che già frequentano i corsi). E teme che la stessa cosa sia avvenuta per tutti i 76 preiscritti. Fa notare inoltre di aver trovato agli atti solo un memorandum del 30 gennaio scorso, tra l’Accademia e il cittadino cinese (e la sua associazione). Ricorda però che i memorandum non sono previsti, e lo sono semmai le convenzioni, di esclusiva competenza del Cda. Si chiede: a che titolo il cittadino cinese ha trattenuto quasi 40mila euro dai suoi connazionali?.

«Non posso parlare in merito a questa lettera che ho inviato al presidente dell’Accademia, al Ministero e agli altri soggetti in indirizzo: è oggetto di approfondimento da parte della magistratura»: così spiega la dottoressa Giuseppina Recetano, facente funzioni di direttore amministrativo dell’Accademia. Come abbiamo scritto nei mesi scorsi, è in corso un’inchiesta a tutto campo della magistratura (sono stati delegati i carabinieri di Carrara) sull’Accademia, sulla gestione complessiva dell’Istituzione, anche del personale. Nell’inchiesta finisce ora la singolare vicenda del cittadino cinese che di fatto secondo la lettera della direttrice avrebbe fatto da intermediario con i suoi concittadini.

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M.B.
 

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