Il dolore
Non può pagare il mutuo della casa e ora dorme in auto
Stringe il cuore la storia del signor Liberato Casella,che vive e dorme in macchina dal 29 agosto. Soprattutto mette una certa inquietudine, perché quello che gli è capitato accade sempre più spesso e può accadere a tanti noi, a tante persone che conducono una esistenza normale e non ci pensano proprio al fatto di potere essere, un giorno, relegate ai margini della società.
Aveva una casa a Podenzana il signor Casella, sulla quale era stato acceso un mutuo. Ma quella casa, ubicata in località Serracorta, gli è stata pignorata dalla banca, visto che non riusciva più a pagare le rate del mutuo dal 2014, ed ora ha già trovato un nuovo proprietario.
«Come è possibile che una casa che era stata valutata ben 400mila euro, sia stata messa all’asta e venduta per soli 15mila euro» dice con la voce colma di disperazione l’ex artigiano edile. Perché Liberato Casella, prima che la situazione precipitasse, guidava una impresa che si occupava di edilizia, faceva case insomma. E aveva messo mano anche alla propria, operandovi delle ristrutturazioni, prima che la banca gliela pignorasse.
E ora si ritrova letteralmente in mezzo a una strada, con la sua nuova casa su quattro ruote, nuova si fa per dire, una Peugeot 307 station wagon grigia, ricolma di cianfrusaglie, tubi di ferro, oggetti in legno, plastica. Dorme al suo interno durante la notte Liberato Casella, prediligendo l’area attorno al campo sportivo Quartieri di Aulla e sotto al ponte di Podenzana, mentre di giorno vive rovistando nelle discariche alla ricerca di materiali ferrosi, che poi rivende a persone che li pesano fornendogli un misero corrispettivo in denaro.
A volte, e questa è la cosa che fa più male sentire dire a un uomo di 58 anni, rovistando nella spazzatura alla ricerca di cibo. Fortunatamente, però, può contare su alcuni amicizie autentiche, che cercano di dargli una mano concreta: »Vado a mangiare a volte al ristorante Laghetti a Pomarino di Aulla, dove c’è gente generosa e di buon cuore. E poi ho qualche amico che mi aiuta, dandomi qualche euro e un po’ di cibo».
Certamente tutto questo non basta ed è lo stesso Casella che ci tiene a sottolineare che il Comune di Podenzana e la Società della Salute della Lunigiana non lo stanno lasciando solo, e si sono attivate per cercare di fargli avere un tetto e un sostegno economico.
Ma come si è ritrovato in questa situazione il signor Liberato Casella? «Colpa dell’alluvione del 25 ottobre 2011, mi ha fatto perdere un sacco di lavoro. E poi diversi lavori che non mi sono stati pagati in seguito». afferma con la voce rotta dall’emozione. Una voce che si fa ancora più tremante quando gli si chiede dei propri familiari, con i quali, a quanto pare, non andrebbe troppo d’accordo.
E ora un’altra urgenza per Casella è trovare un avvocato disposto ad aiutarlo nella sua battaglia legale contro la propria banca. —
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