Attenzione
Bassorilievi e pittura per rilanciare il centro
Il progetto è quello dello scultore Frank Breindenbruch: da Lacost’vo ai dipinti tridimensionali alla ex Montecatini: «Così si valorizzano anche i fondi sfitti»
L’arte, la sua forza, per svegliare la città dal torpore e valorizzare, e ridare listro e linfa vitale ai tanti fondi sfondi sfitti che fanno capolino nel centro storico e nella zona ad est, la ex Montecatini.
La Carrara più bella e ricca è stata, come testimonia la storia e le tracce lasciate in città dai grandi maestri del passato, la Carrara in cui pullulavano artisti di ogni nazionalità, mèta di scultori arrivati da ogni parte del mondo, vera linfa per la crescita della città.
Da anni ormai il mantra ripetuto all’infinito e per ora rimasto al vento, è di riaprire i laboratori e i tanti fondi sfitti a scultori e ad artisti. E tra chi da tempo si spende in questa direzione, c’è un noto scultore tedesco anche se ormai, dopo più di 30 anni trascorsi a Carrara, più carrarese di molti carraresi: Frank Breindenbruch.
È lui infatti il padrino dell’iniziativa di alcuni giovani artisti carraresi che nella giornata di sabato della scorsa settimana, davanti alla pizzeria B, all’interno del piazzale di Montecatini, (l’imponente complesso edile dai tantissimi appartamenti rimasti sfitti fin dalla loro costruzione anni fa) ha dato corpo al progetto Falina: hanno dipinto alcuni quadri a pittura tridimensionale.
«In questi giorni -rivela Frank- verrà il proprietario degli stabili di Montecatini per vedere i quadri e i ragazzi sperano di ottenere la possibilità di usare uno dei tanti spazi sfitti del complesso» confessa lo scultore che spera di lanciare un sasso nello stagno e rianimare attraverso l’arte quella zona della città.
Ma l’impegno di Frank va avanti e prosegue con il progetto Lacost’vo, il progetto con il quale lui e altri artisti legati a Carrara, stanno disseminando un po’ alla volta, dei bassorilievi in marmo sulle facciate delle case, confusi tra antichi fregi e le marmoree maestà disseminati da secoli sulle porte e le facciate delle case.
Sono per ora 10 le opere installate sulle facciate degli edifici con il logo Lacost’vo, altre 10 sono già realizzate e aspettano solo di trovare “casa” e 20 sono ancora da realizzare ma promettono di diventare molte di più, assicura lo scultore tedesco.
I bassorilievi sistemati negli ultimi mesi si trovano in via Verdi: uno sulla facciata del pub ex Swiss caffè, dello scultore tedesco Tom, un altro sulla facciata del ristorante La Tavernetta dello scultore tedesco Eric Frank, un altro da Caflisch del francese Cristian Ibanez e un altro ancora, a ornare la facciata del Bar Ghinoi con un mascherone sempre in marmo, c’è il bassorilievo della scultrice Colette.
È stato applicato di recente un bassorilievo anche in via Santa Maria, sulla facciata della storica pizzeria Tognozzi, con un’opera della siciliana Stefania Palumbo. Il prossimo verrà applicato martedì sulla facciata dell’esercizio di Parrucchieri I Creativi, praticamente sul ponte Baroncino.
«Giorgio Andrei ha scolpito la superficie del mare: basterà chiudere gli occhi e ascoltare lo scorrere del Carrione, per sentire il mare» spiega Frank, che annuncia anche per il 13 ottobre un altro bassorilievo in via San Piero, vicino al Circolo dei Baccanali. —
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