Il Tirreno

in corte di assise di appello 

Accoltellò la compagna, confermati i 30 anni

Alessandra Vivoli
Accoltellò la compagna, confermati i 30 anni

Nessuno sconto di pena per il 29enne Cristi Ionut Raulet che uccise con quattro fendenti la convivente di 53 anni

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Nessuno sconto di pena. La Corte di Assise di appello di Genova ha confermato la condanna di primo grado. Trent'anni di carcere e 100mila euro di provvisionale da pagare alle parti civili: madre, padre e figlia. Confermata la sentenza del giudice Mario De Bellis a carico di Cristi Ionut Raulet, il romeno di 29 anni reo confesso dell’omicidio di Roberta Felici. La vicenda prende le mosse da un terribile fatto di sangue. Cristi Ionut e Roberta convivevano da tempo. Lui la uccise il 3 aprile scorso con quattro coltellate. Nella casa del quartiere Bradia. Poi la lasciò a terra, a morire, e lui andò a giocare alle macchinette prima di raccontare il delitto a un amico e quindi confessare davanti ai carabinieri. Il processo venne celebrato con il rito abbreviato, e quindi con lo sconto di pena che non evitò al 29enne (assistito dal legale Enrico Di Martino) una condanna pesantissima. Il giudice accolse la richiesta del pubblico ministero Federica Mariucci condannando Raulet a trent’anni per omicidio volontario aggravato dalla convivenza con la vittima, e confermando la costituzione di parte civile dei genitori e della figlia della donna, assistiti dall’avvocato Valeria Orlandi. L’esito della perizia psichiatrica, richiesta nella prima udienza dell’avvocato difensore di Raulet aveva confermato la possibilità di procedere con il rito abbreviato. Dopo la sentenza di primo grado il legale aveva annunciato appello. E proprio in Corte di Assise di appello è arrivata la conferma della condanna per il 29enne romeno. Roberta Felici è stata uccisa il 3 aprile del 2018. Uccisa a coltellate nella casa di via dei Molini. Rintracciato dai carabinieri qualche ora dopo il delitto, il compagno aveva confessato, sostenendo di aver avuto una esplosione di rabbia perché ossessionato dalla donna, che era estremamente gelosa di lui. Roberta era stata uccisa dopo una vita difficile. Aveva provato a difendersi, invano, a ripararsi dalle quattro coltellate mortali inferte dal compagno. Dopo aver ucciso la compagna Raulet era uscito di casa e aveva chiesto a un amico 100 euro per giocare a slot machine e videolottery. In serata dopo essersi confessato con l’amico, si era presentato in caserma per costituirsi. A poche settimane dal processo di primo grado il 29enne aveva scritto alla famiglia della donna chiedendo perdono ma non aveva ottenuto nessuna risposta. —



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