Attenzione
Tutti a studiare l’intervento alle vene in diretta dal Noa
Due operazioni eseguite dalla struttura di Radiochirurgia endovascolare sono state seguite dai colleghi dei medici di Massa durante un convegno
MASSA. Due interventi chirurgici di varici agli arti inferiori con trattamenti all’avanguardia sono stati eseguiti in diretta dall’ospedale Apuane dal direttore della struttura di Radiochirurgia endovascolare dell’ospedale Apuane Jacopo Nottoli, affiancato da Massimo Viganò, nel corso della quindicesima edizione del convegno internazionale “Sclerotherapy & Venous Ablation” che si è svolto il 13 e 14 settembre 2019 al Palazzo dei Congressi a Pisa.
Nell’ambito di questo importante evento, che ogni anno riunisce le societa flebologiche italiane con l’obiettivo comune di far crescere il settore e promuoverlo all’estero (era presente anche una delegazione di flebologi provenienti dalla Cina), sabato scorso il dottor Nottoli ha mostrato a tutti i professionisti collegati un trattamento endovascolare del reflusso safenico mediante radiofrequenza e cianoacrilato.
«Si tratta – spiega Nottoli - di tecniche endovascolari mini invasive che, rispetto ai metodi tradizionali, fanno registrare una maggiore percentuale di riuscita e che sono state validate a livello internazionale diffondendosi sempre più rapidamente negli ultimi anni, nel Nord Europa e negli Stati Uniti. La patologia venosa risulta essere molto diffusa nella popolazione adulta: si calcola che quasi il 30 per cento di chi ha superato i 35 anni d’età ne è affetto e ad essere maggiormente esposte sono le donne, visto che la loro possibilità di sviluppare una malattia venosa è superiore di tre volte a quella degli uomini».
E ha aggiunto: «È bene evidenziare che le varici rappresentano solo un inestetismo di una malattia in realtà molto più complessa che, se trascurata, può essere causa di una sintomatologia invalidante e portare a gravi conseguenze come eczemi, ipodermiti, discromie (macchie scure) fino ad arrivare alle ulcerazioni. Si calcola, infatti, che circa il 70% delle lesioni cutanee sia di origine venosa. Un'altra frequente complicanza sono le tromboflebiti, caratterizzate clinicamente dalla comparsa di arrossamento dolente ed aumento della temperatura lungo il decorso di una vena o varice superficiale: se il processo trombotico rimane confinato al circolo venoso superficiale il decorso è in genere benigno, anche se sono possibili recidive, ma in un certa percentuale di casi ed in assenza di trattamento avviene un’estensione al circolo venoso profondo e questo determina un rischio per la vita del paziente».
«Oggi – continua lo specialista che ha guidato l’intervento in diretta - per risolvere il problema delle vene varicose non è più necessario un intervento chirurgico rischioso, con tagli dolorosi e suture antiestetiche. Infatti, attraverso procedure moderne ed indolori, è possibile mettere il paziente in condizione di riprendere a camminare sulle proprie gambe appena mezz’ora dopo la fine dell’intervento. Le tecniche endovascolari mini invasive per il trattamento della patologia varicosa possono essere divise in quelle ablative termiche come la radiofrequenza e ablative non termiche come il cianoacrilato».
Gli interventi eseguiti “live” dalle sale operatorie dell’ospedale Apuane dal dottor Nottoli e dal dottor Viganò sono durati complessivamente un’ora (quello con la tecnica del cianoacrilato addirittura meno di dieci minuti), sono perfettamente riusciti ed hanno messo in vetrina a livello internazionale tecniche all’avanguardia utilizzate quotidianamente sul territorio dell’Azienda Usl Toscana Nord ovest.
Jacopo Nottoli, lo specialista alla guida dell’intervento di chirurgia vascolare mini invasiva, ha 43 anni, è nato e vive a Viareggio.
Nel 2003 si è abilitato alla professione medica e dal 2014 ad oggi è direttore della struttura di Radiochirurgia endovascolare, nell’ambito del Dipartimento Chirurgico – Radiologico, all’ospedale Apuane di Massa. —
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