Il Tirreno

la proposta choc 

«Il Politeama va demolito e poi ricostruito»

«Il Politeama va demolito e poi ricostruito»

Parla l’ingegnere Cesare Marchetti: così è simbolo del degrado, la struttura è da rifare e dovrebbe essere più snella

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carrara. «Il Politeama deve essere demolito»: lo sostiene in una lunga e articolata nota l’ingegner Cesare Marchetti.

«Gli avvenimenti recenti fanno capire ai cittadini che il Politeama ormai costituisce un grave pericolo per la città - scrive Il nobile teatro ha una struttura cadente che franerebbe anche con una debole scossa di terremoto. Un monte di detriti cadrebbero sulla piazza e su via Roma con tutte le prevedibili conseguenze. Inoltre per l’incuria, protrattasi negli ultimi anni nell’attesa che iniziassero lavori di strutturazione seri e che la magistratura si decidesse a emettere una sentenza sui molti abusi edilizi, il teatro si è trasformato in una topaia e dà rifugio ai molti disgraziati senza casa che circolano in città, un fatto sconcertante anche questo».

«Dall’esame dei danni procurati alla struttura si evince che questo recupero non è più possibile se non a costi elevatissimi e di dubbia riuscita - continua - Innanzitutto bisogna eliminare i sovraccarichi imposti e rimediare ai danni procurati. Ad esempio c’è un pilastro sfiancato nella hall d’ingresso e sulla parte di via Roma le strutture di sostegno dei pavimenti vanno rifatte. In sostanza tutta la struttura è in pericolo, anche quella di via Mazzini essendo legata agli altri due corpi dell’edificio, quello di via Roma e quello centrale. Vanno ripristinate le vie di fuga per la sicurezza, nonché le porte d’ingresso alla platea, ai palchi, alla galleria e l’accesso al loggione, che si apre sulla via Roma. Bisogna rivedere il tutto alla luce delle nuove normative, il che risulta particolarmente impegnativo per l’impianto antincendio, poi occorre rivedere tutta l’acustica del palcoscenico, rinnovare suppellettili, poltrone e l’impianto elettrico. Mi fermo qui, anche se so davvero di avere tralasciato molte cose». «Insomma misurando il pro e il contro conviene demolire il tutto e ricostruire da capo tutta la struttura. Ma io credo che non sia necessario rifarla come è adesso - conclude - la nuova potrebbe essere più snella, poiché oggi un teatro così grande non servirebbe a Carrara, che è una piccola città e per essa è sufficiente il teatro degli Animosi. Questa nuova struttura dovrebbe contenere un museo del teatro Verdi con tutti i cimeli che ricordino la sua grande storia, i grandi cantanti che lì si sono esibiti e le opere rappresentate negli anni. Sarà necessario prevedere anche una grande sala per i concerti. Naturalmente la nuova struttura dovrebbe comprendere gli appartamenti già abitati o acquistati e la parte spettante agli Anarchici». —

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