Il Tirreno

l’episodio in carcere

C’è anche un video con l’aggressione di Casonato all’agente

C’è anche un video con l’aggressione di Casonato all’agente

Nelle immagini si vede il detenuto colpire senza motivo Definitivo il trasferimento al don Bosco di Pisa

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massa. Trasferito immediatamente al carcere don Bosco di Pisa, nemmeno 24 ore dopo aver colpito senza apparenti motivi una guardia carceraria. E tutto sotto lo sguardo vigile delle telecamere che hanno ripreso Marco Casonato, detenuto in carcere a Massa fino alla scorsa settimana per l’omicidio del fratello Piero, dare due energici cazzotti in faccia all’agente di colpo.

Guardando il video pochi dubbi ci sono sulla natura gratuita dell’aggressione alla guardia carceraria, che a causa delle ferite riportate è anche finito al pronto soccorso con qualche giorno di prognosi.

Nelle immagini si vede come il poliziotto non abbia assolutamente reagito, rimanendo decisamente sorpreso dall’atteggiamento improvvisamente aggressivo del detenuto. Dopo aver incassato anche il secondo colpo, si vede l’agente che si copre e poi allontana Casonato. Un fulmine a ciel sereno che rimane piuttosto difficile da spiegare.

Altri agenti hanno dovuto fare scudo a Casonato dopo i colpi ricevuti, perché la reazione di altri detenuti dopo aver assistito alla scena è stata piuttosto veemente. L’ex docente universitario è stato dunque messo al riparo e subito, chiara mente, è arrivata la decisione di trasferirlo nel carcere di Pisa.

Qualche mese fa scriveva così la Cassazione: «L’indole violenta di Casonato -scrivevano i giudici citando il Riesame- risulta ulteriormente attestata da un episodio verificatosi l’otto novembre del 2017, durante la sua carcerazione, per il quale l’indagato riportava la sanzione disciplinare dell’ammonizione».

«E’ sconcertante, e a dir poco, inquietante, la vile aggressione posta in essere, nella giornata di ieri, da un detenuto massese ai danni di un poliziotto penitenziario», sono queste le parole usate dal consigliere provinciale e comunale, Antonio Cofrancesco, appena appresa la notizia dell’evento accaduto nella Casa di Reclusione di Massa.Occorre una rivisitazione delle piante organiche della polizia penitenziaria, non più adeguate alle effettive esigenze degli istituti penitenziari, spesso sguarniti di presidi di sicurezza statici e con servizi di vigilanza dinamica alquanto deficitari». —

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