Il Tirreno

stamattina la cerimonia di commemorazione 

«La scuola di Bergiola merita dignità»

«La scuola di Bergiola merita dignità»

L’appello: fa rabbia il cartello “edificio pericolante” nello stabile scolastico in cui avvenne la strage

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CARRARA. «Difendere la memoria per raccontare un passato che non deve passare»: lo sottolinea Lucio Gigli, di Bergiola. «Una recinzione fatiscente affogata nella ruggine tiene ostaggio quell'angolo di terreno e quel che rimane della scuola elementare, dove 75 anni fa vennero radunati e poi bruciati vivi gli abitanti di Bergiola. Mia madre perdeva sangue ferita ad una gamba, trascinata per quel che poteva da mio fratello di 7 anni, si avviarono verso il palazzo delle scuole. Non entrarono, spinti dall'orrore che si intravedeva dal portone d'ingresso, si buttarono nel fosso che costeggiava l'area, fu la loro salvezza, lì senza fiatare attesero che tacessero le mitragliatrici e si rimettessero in moto le camionette di quelle belve umane, assetate di sangue, tedeschi che parlavano il nostro dialetto. Quell'area è un pezzo di storia italiana e come tale dovrebbe essere trattata, ben tenuta, perché è proprio lì davanti a quel rudere che si sente il peso dell'orrore vissuto dalla nostra gente e quel cartello "Edificio pericolante" appiccicato sul portone, fa salire la rabbia, rappresenta un fallimento - aggiunge Gigli - rende vano il sacrificio dei miei cari, dei miei compaesani, di mia zia, morta tra le braccia della figlioletta, dentro quel palazzo, del maresciallo maggiore Vincenzo Giudice, medaglia d'oro al v.m. ammazzato proprio lì su quel portone di quel palazzo». E prosegue: «Mi rivolgo al sindaco: spero che la sua municipalità, di cui lei è il responsabile come primo cittadino, in collaborazione con la Guardia di Finanza, si attivi per vigilare e riconsegnare al monumento la sua dignità, in nome delle persone che hanno dato la loro vita per garantire la libertà della nostra nazione. La memoria si difende e si trasmette ai giovani tutelando i segni del passato, difendere la memoria non è casuale non è retorica, difendere quella memoria è un dovere perché lì è nata la democrazia costituzionale».

Ricordiamo che proprio stamattina, con inizio alle 10, si terrà la cerimonia di commemorazione delle 61 vittime. In piazza della Repubblica è previsto il ritrovo dei partecipanti che, in corteo, sfileranno verso la ex scuola elementare “Vincenzo Giudice”, con l’accompagnamento della Filarmonica “Giuseppe Verdi”. Quindi verrà deposta una corona al monumento che ricorda il sacrificio del Maresciallo Maggiore Vincenzo Giudice; verrà data lettura della motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare concessa alla sua memoria. —



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